L'UOMO, UN PIANETA SCONOSCIUTO


di Nazzarena Marchegiani

 

Se solo ci soffermassimo un po’ di più ad osservare il cielo, potremmo di nuovo tornare a stupirci: ai più può sembrare anacronistico accorgersi che la forma più conosciuta nell’Universo è quella ‘rotonda’. Non solo la forma dei pianeti è rotonda, ma anche le loro orbite assumono l’andamento circolare o comunque ‘ovoidale’.

Ad una mente razionale la vita può apparire simile ad una linea retta dove ad un inizio fa seguito una fine (vita-morte), ma lo sforzo all’uso del lobo destro del cervello potrebbe essere premiato nello scoprire, con grande stupore, il sistema ‘analogico’ che ci collega al cielo. Anche osservando l’andamento delle stagioni, potremmo constatare che ciò che inizia con la Primavera non finisce assolutamente con l’Inverno, anzi, da un certo punto di vista, l’Inverno rappresenta l’anticamera o comunque la ‘base’ della Primavera ossia il punto di partenza verso un nuovo inizio.

Quindi anche il e sul pianeta Terra, in realtà, tutto è ciclico e in movimento indi compreso l’Uomo. L’Uomo, perciò, non è assolutamente dissimile al fattore ‘circolare’ che compenetra l’Universo anche se la struttura fisica che lo vuole ‘in verticale’ sembra non assomigliare a questa forma. Nel grembo materno, intanto, la posizione fetale è ‘rotonda’ (testa e piedi quasi si toccano: Ariete-Pesci). Questo ancora per sottolineare che se la realtà assoluta fosse quella visibile agli occhi, resta chiara l’enorme distanza con lo STUPORE in quanto anche il trascorrere dell’età e lo stesso cambiamento fisico corporeo descrivono ‘fasi’, ‘cicli’ evolutivi in un movimento circolare e a spirale. Non solo il corpo, quindi, ma anche la coscienza persegue la stessa via. Potremmo dunque paragonare le Stagioni alle varie età dell’Uomo per accorgerci della ‘rotondità’ umana:

 

LA PRIMAVERA rappresenta un po’ l’infanzia dell’Uomo e nella logica zodiacale possiamo notare come questo PRIMO quadrante comprenda i segni più ‘immaturi’, più ‘piccoli’. Ariete, Toro, Gemelli, infatti, non fanno altro che rappresentare le energie più ‘primitive’ del FUOCO, della TERRA e dell’ARIA.

 

L’ESTATE, nel SECONDO quadrante, inizia anch’essa con un segno ‘infantile’: il Cancro è il primo, il più ‘piccolo’ dell’elemento ACQUA, e così collocato sembra quasi ‘ammortizzare’ il passaggio alla giovinezza segnalato dal Leone e dalla Vergine che come ‘qualità’ energetica di FUOCO e di TERRA sono ad un secondo stadio e quindi ad un livello più ‘avanzato’.

 

L’AUTUNNO entra con l’equinozio in Bilancia. La Bilancia è il segno che si pone come secondo dell’elemento ARIA e che, a differenza del primo Gemelli – molto socievole – inizia il processo di mediazione e quindi protende verso relazioni più mature e meno egocentriche. L’equinozio d’autunno segna anch’esso, come quello di Primavera, l’uguaglianza fra il giorno e la notte, ma ‘decide’ anche che da lì a poco la notte predominerà sul giorno regalando all’Uomo e alla natura intera, la possibilità di ‘interiorizzazione’, di ‘riflessione’. Scandisce quindi, come una sorta di orologio cosmico, l’apertura e la possibilità di accesso ad una ‘porta’ – quella scorpionica – che potrà di-svelare livelli ulteriori di consapevolezza. La Bilancia ‘sceglie’ il terreno per dare inizio alla vita ‘del seme’: una vita più ‘sotterranea’ e non più alla luce del sole come quella della ‘foglia’ descritta nei primi due quadranti. In questo TERZO quadrante si pone, dunque, il secondo segno d’ARIA (Bilancia), il secondo segno d’ACQUA (Scorpione) e il terzo segno di FUOCO (Sagittario). Il Fuoco terminerà qui la sua presenza quasi a sottolineare che d’ora in avanti l’istintuale dell’Ariete e del Leone non è più strettamente necessario; il Sagittario, infatti, il segno dell’uomo nato per la terza volta – ormai fuoco mentale – protende verso lidi lontani e sconosciuti ‘spingendo’ l’essere all’incontro con il diverso da sé e con la ‘Sophia’ tappa necessaria per il proseguo sulla via della Saggezza.

 

“…voi dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole, senti il suo sibilo ma non sai donde viene né dove va. Così è chiunque è nato dallo Spirito.” (Gv 3, 1-8)

 

Con questa frase Gesù mostra a Nicodemo la via della libertà: l’esperienza dello Spirito rappresenta il cambiamento interiore e quindi la nascita dell’uomo nuovo e libero indicato nella fase sagittariana. Finché si vive come un robot la direzione del vento appare già prestabilita, ma è proprio qui, in Sagittario che l’Uomo ‘pieno di spirito ’ è pronto alle sorprese ed è qui che le domande esistenziali premono affinché egli progredisca ulteriormente: ‘Chi sono?’, ‘Da dove vengo?, ‘Dove vado?’. In questa fase può capitare di accorgersi che la direzione del vento si lascia determinare sempre e solo approssimativamente e solo per un breve periodo…dopo può cambiare improvvisamente; ci si può accorgere di essere capaci di fare delle cose non imparate succhiando il latte materno. Ma l’Uomo, anche se pieno di Spirito, resta pur sempre figlio del suo ‘stampo’. E’ questo un passaggio fondamentale dell’Essere.

 

“Essere significa rinnovarsi, crescere, espandersi, amare, trascendere il carcere del proprio io isolato, provare interesse, prestare attenzione, dare…” (E. Fromm)

 

E’ questa l’epoca della maturità umana e l’Uomo è chiamato a superare la barriera del proprio egocentrismo per tenere in considerazione l’Altro. Egli, così come rappresentato dalla freccia del Sagittario, può proiettarsi verso la ricerca del proprio maestro interiore. Ora lo spazio d’azione è molto più ampio e si potrà viaggiare da una parte all’altra del mondo per ricostituire, attraverso il ‘diverso da sé’, la propria originaria essenza fino ad arrivare alla coerenza. Diventa sempre più chiaro che la ricerca di se stessi fa parte del gioco degli specchi e ciò che vedo e giudico negli altri (positivo e/o negativo) è senz’altro qualcosa che mi appartiene, perché non riconoscerei (da riconoscere = constatazione di corrispondenza) una categoria se non fosse a me familiare. I pezzi ‘sparsi’ dello specchio man mano ritornano religiosamente al loro posto. Si intuisce un progetto più grande che collega l’Uomo (microcosmo) all’Universo (macrocosmo) e la freccia direzionata verso il cielo fa presagire che il futuro dell’Uomo sta nella sua visione mentale che è co-creatrice, insieme a Dio, del futuro del mondo.

 L’Uomo è chiamato a diventare individuo (non diviso) e a non agire più nella visione ristretta del suo misero Io, ma a considerare la realtà a 360°. Libero da schemi imposti, egli matura un proprio modo di pensare, una propria filosofia di vita che risulta essere tutt’altra cosa dalla ‘mentalità’, tutta mercuriale, acquisita nel proprio ambiente nativo. Questo è il periodo dell’Università dell’esistenza (da Uni - verso = Verso l’Unità) in cui l’Uomo, dopo aver appreso e com-preso la propria umanità, è ora libero di cercare la propria VIA e di trovare il suo posto nel mondo. Ora cresce, sempre di più, la consapevolezza di essere una cellula non casuale, ma assolutamente indispensabile al processo evolutivo del cosmo. L’Uomo particolare diventa un ‘accento’, o, per meglio dire, una Nota particolare che si inserisce, senza stonature, nell’Armonia dell’insieme.

 

L’INVERNO è racchiuso nel quarto quadrante e nei tre segni: Capricorno, Acquario e Pesci che rappresentano la ‘sintesi’ della TERRA, dell’ARIA e dell’ACQUA. L’Uomo qui è proteso verso l’Infinito e alla ‘sostanza’ del suo vissuto. E’ chiamato a ‘trascendere’ il suo ego, ma a non perdere la sua individualità. La Saggezza è ormai sua maestra di vita. Così scriveva Mario Zoli, astrologo e studioso ormai scomparso:

 

“…Vedi che la storia vera, quella dell’anima, è in fondo, semplice, come il tema…L’Esordio dello Zodiaco è maschile e furibondo, ma la conclusione è femminile, morbida e pacifica…Ed è, naturalmente, la conclusione che decide.”

 

Ritornando al nostro cerchio zodiacale suddiviso in quattro quadranti si può osservare che essi non fanno altro che rappresentare la realtà, ma allo stesso titolo rappresentano anche la realtà di una persona. Quindi la completezza, la totalità si raggiunge vivendo e sperimentando tutte e quattro le dimensioni:

 

I due quadranti inferiori rappresentano (assieme) i bisogni istintivi e materiali (infanzia) e i bisogni emotivi (giovinezza), in altre parole la necessità egocentrica di Me.

I due quadranti superiori (assieme) rappresentano, invece, ciò che sono chiamato ad essere: vale a dire il bisogno di trovare i miei valori e le mie idee attraverso il ragionamento (maturità) e il bisogno di trascendere il mio Ego per ricreare un’armonia con il Tutto (vecchiaia).

 

L’Astrologia e la Psicologia sono molto chiare nel descrivere questo processo evolutivo: l’uomo può superare il proprio egocentrismo solo dopo aver soddisfatto i suoi bisogni ‘primari’. Ciò a sottolineare che, un passaggio sottostante ‘mancato’, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe trasformarsi in un’altra forma di Ego, magari più sofisticata, ma pur sempre ‘egocentrismo spirituale ’.

E’ anche vero, però, che quando si parla di ‘bisogni’, molto spesso se ne dà una connotazione confusa e ambivalente in quanto si pensa che essi siano sempre di ordine ‘regressivo’ o ‘materiale’. Esistono, infatti, anche i bisogni dell’anima, tant’è che:

 

Un bisogno nasce sempre da una capacità

I bisogni sono anche le nostre ricchezze potenziali

Un bisogno soddisatto diventa un mezzo per soddisfare un altro bisogno

 

Ad esempio: un uccello chiuso in gabbia non sentirebbe il bisogno di volare se questo non nascesse dalla sua capacità di volare. E, nel caso di un piccione viaggiatore, una volta libero di volare, può diventare ‘mezzo’ per portare un messaggio a qualcuno. Quindi si può sintetizzare che l’Evoluzione sottende ad una modalità non legata all’ego-centrismo, ma è, comunque, una modalità fortemente contrastata da due principali istanze:

 

1. la competitività, cioè usare l’altro o vincere sull’altro, a cui la nostra società ci spinge continuamente;

2. la società dei consumi di massa in cui il diverso è emarginato.

 

Parlando di Astrologia Psicologica ed Evolutiva si può affermare, in sostanza, che una funzione può dirsi evoluta quando non pensa solo per sé ma risponde da ‘ricca’ alle richieste del settore in cui si trova ossia ‘va a dare’ (o a cercare di aiutare gli altri a realizzare). Ad uno stadio poco evoluto e quindi ‘povero’, la funzione cercherà, invece, di soddisfare soprattutto se stessa.

In ultima analisi, lo stupore accompagna l’essere umano in ogni momento del suo viaggio terreno, perché, per nascere veramente come individuo, è necessario che egli realizzi la sua unicità e, a questo punto, o lo capisce da solo o si creeranno situazioni nelle quali sarà costretto a capire. La vita umana, dunque, ha una funzione nel Tutto, in un disegno più ampio, e se il modo comportamentale sarà evoluto o non evoluto, avrà sicuramente risonanza sull’evoluzione del Tutto. L’individuo, in quanto tale, rimane pur sempre un elemento transitorio dell’Universo ma, supponendo un Tema Natale dell’Universo, forse non è sbagliato pensare che un individuo nasce per rispondere ad un bisogno dell’Universo stesso.

 

 

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