IL SEGNO ASCENDENTE |
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Una lettura junghiana |
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di Fabio Cassani |
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pubblicato su Linguaggio Astrale n. 153 |
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L’Ascendente è un punto veramente importante nell’ambito del tema
natale. Rappresenta la nostra nascita, dunque la nostra predisposizione
specifica ad affrontare le cose, a scegliere e a comprendere; rappresenta la
nostra “unicità”. Del resto non è un mistero che il governatore
dell’Ascendente, o un pianeta ad esso congiunto sia nella maggior parte dei
casi la Dominante dell’oroscopo. Philippe Granger, astrologo-psicologo
lacaniano, descrive ad esempio il significato della casa Ia come “il
mostrarsi del soggetto, ciò che egli da a vedere, i suoi atteggiamenti, il
suo comportamento di fronte agli altri, il modo in cui egli organizza il
proprio Io e i meccanismi di difesa di questo Io”1. Praticamente
tutto. |
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Detto questo, ho pensato di proporre una lettura junghiana dei
significati del segno ascendente. E’ questo un argomento forse un po’
trascurato dall’astrologia di orientamento psicologico, o comunque meno sviscerato
dei significati psicologici e mitologici dei segni zodiacali e dei pianeti. |
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Tuttavia una lettura junghiana del
significato del segno ascendente è senz’altro possibile, poiché lo psichiatra
svizzero ha lasciato nei suoi scritti e nella sua pratica un’ampia gamma di
strumenti per interpretare la simbologia di questo punto fondamentale
dell’oroscopo. Vediamone alcuni. |
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L’Ascendente come funzione
psicologica principale
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Come è noto, Jung distingue innanzitutto la totalità della psiche in due grandi sistemi, il conscio e l’inconscio; a sua volta, l’inconscio si distingue in inconscio personale ed inconscio collettivo. Possiamo dunque immaginare la nostra mente come una sfera: nella parte superiore vi è la coscienza, in quella inferiore l’inconscio, personale e collettivo; e al centro, idealmente, l’Io. Una ulteriore suddivisione a cui Jung giunge è quella relativa alle quattro “funzioni fondamentali della coscienza”, |
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Liz Greene ha fatto un abbondante trattazione delle quattro funzioni
di Jung, paragonandole ai quattro elementi dell’astrologia tradizionale. Ne
accenneremo in seguito. Ora cercheremo piuttosto di valutare se e come il
segno ascendente possa corrispondere alla funzione
psicologica fondamentale. |
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Nella figura 1 salta subito all’occhio la somiglianza tra lo schema di
Jung e la domificazione astrologica, in particolare per i due assi
Ascendente-Discendente e MC- FC. Tuttavia la somiglianza non è soltanto,
diciamo così, estetica: è essenziale. |
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Secondo Jolande Jacobi, una delle più importanti collaboratrici di
Jung, “sebbene dunque l’uomo abbia in sé costituzionalmente tutte e quattro
le funzioni, l’esperienza tuttavia ci dice che è prevalentemente una di
queste funzioni quella con cui egli si orienta, afferra ed elabora, si adatta
alla realtà”. “Questa funzione […] di solito si sviluppa e differenzia nel
modo più intenso, diventa la funzione
di adattamento dominatrice, da direzione e qualità all’atteggiamento
cosciente, […] perciò è definita la funzione differenziata o superiore e
determina il tipo dell’individuo”2. In maniera molto simile
Sasportas, descrivendo il significato dell’Ascendente, sostiene che esso
indica “le lenti attraverso cui percepiamo l’esistenza, l’enfasi che poniamo
sulla vita, il modo in cui classifichiamo il mondo”3. Ma questa è
appunto la descrizione della funzione psicologica più differenziata: noi ci
relazioniamo e assimiliamo il mondo esterno in base alle sue peculiarità e
alle sue caratteristiche. |
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Torniamo ora per un secondo alla trattazione della Greene riguardo la connessione tra elementi e funzioni psicologiche fondamentali. La famosa astrologa e psicoterapeuta collega l’Aria alla funzione Pensiero, l’Acqua alla funzione Sentimento, la Terra alla funzione Sensazione e il Fuoco alla funzione Intuizione4. Così bisognerà senz’altro aspettarsi che una persona con un segno d’aria all’ascendente, o con Mercurio e Urano sulla cuspide della Ia casa cerchino prima di tutto di comprendere e valutare razionalmente la realtà, di sviluppare la propria conoscenza, di astrarsi per vedere le cose da lontano e dall’alto. Chi ha un segno d’acqua, o Luna o Nettuno in cuspide Ia, tenderà al contrario a immergersi totalmente nella realtà e a sviluppare giudizi viscerali ed emotivi, sviluppando una potente dipendenza dall’ambiente e manifestando una estrema soggettività. Un segno di Fuoco all’ascendente permette una affermazione della personalità egocentrica e teatrale, permette di sovrastare l’ambiente e di imporsi ad esso grazie ad una energia e ad una personalità debordante. E così via: il principio dovrebbe essere chiaro. |
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Bisogna sottolineare come il Pensiero e il Sentimento siano secondo Jung funzioni antitetiche, e così la Sensazione e l’Intuizione. Queste coppie di funzioni designano processi psicologici opposti e quindi non possono mai “collaborare” tra di loro, non possono cioè essere la prima e la seconda funzione in ordine di importanza. Questo nella pratica complica alquanto le cose. |
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L’Ascendente
e la Dominante
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La nozione di “funzione psicologica più differenziata” si riallaccia
strettamente a quella che in astrologia viene denominata la “Dominante”,
ossia “il primo fattore in ordine di potenza” dell’intero tema: è
la Dominante che, secondo Barbault, determina la “segnatura, espressione di uno stile generale, di un’etichetta
sovrana che caratterizza a ma e composizione sintetica di un essere e di un
destino”6. Quasi le stesse parole usa la Jacobi, per la quale “il
tipo psicologico designa quindi un habitus generale” che condiziona il
comportamento davanti a ogni tipo di esperienza. |
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Determinare la Dominante di un tema non è affatto un semplice gioco
matematico dell’astrologo: serve a classificare il soggetto secondo i tipi
astrologici, come il Marziano, il Lunare, il Saturniano e così via. Inoltre
la Dominante condiziona l’espressione di tutti gli altri fattori della carta,
motivo per cui non è possibile ignorarla. Nella maggior parte dei casi è
proprio il governatore dell’Ascendente o un pianeta ad esso congiunto a
esercitare questa funzione di segnatura: lo dice la tradizione e lo conferma
l’esperienza. In questi casi il Medio Cielo svolgerà la funzione di Super-Io
e, insieme, di funzione psicologica di supporto. Altre volte è
invece un pianeta al MC a svolgere la funzione di dominante: allora i ruoli
si invertono, ed è l’Ascendente ad esprimere la seconda funzione in ordine di
importanza. Tuttavia, almeno secondo la mia esperienza, un pianeta al MC ha
bisogno di un maggiore supporto a livello di aspetti e di “governo” rispetto
a un pianeta all’Asc., per essere davvero dominante. Il Discendente e il
Fondo del Cielo (o meglio la VII e la IV casa rispettivamente) simboleggiano
invece, in genere, le due funzioni psicologiche meno sviluppate e quindi
inconsce. Facilmente esse verranno proiettate nelle relazioni (Discendente) o
sui genitori (Fondo del Cielo). Ma questa è un’altra faccenda. |
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Tornando ora alla figura 1, noteremo un’unica ma importante differenza
con la prassi astrologica: ossia, la funzione sviluppata non è (in genere)
quella più in alto (MC) ma quella a sinistra (Asc.). |
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A questa mappa delle funzioni che è una vera e propria topografia
psicologica dell’individuo, Jung affianca l’esame dell’atteggiamento, che può
essere estroverso o introverso. In linea di massima si può
dire che i segni maschili sono più estroversi e quelli femminili più
introversi, ma in questo campo a mio parere il segno ascendente ha un’importanza
minore ed entra in gioco bensì l’esame dell’intero tema natale, per cui è
forse il caso di passare oltre. |
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Questo discorso sulla Dominante merita
un’altra considerazione. A mio parere non si può dire che, ad esempio, la
posizione e gli aspetti del Sole siano meno potenti e caratterizzanti di
quelli dell’Ascendente; tuttavia i primi hanno meno importanza nel
determinare la Dominante perché riflettono meglio il sentimento interno e
l’autocoscienza, mentre l’Ascendente riflette molto più nettamente il
comportamento manifesto. Per questo trovo particolarmente calzante la
definizione di Arroyo dell’Ascendente come specchio dell’IDENTITA’
NELL’AZIONE7, da non confondersi con l’autocoscienza perché i
comportamenti riflessi dall’Ascendente sono talmente naturali ed automatici
da risultare spesso inconsapevoli. Al contrario dell’Ascendente il Sole
indica invece come noi IMMAGINIAMO noi stessi e la vita, il che può
coincidere assai relativamente con il comportamento manifesto. |
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Menzioniamo ancora un’ulteriore ipotesi:
quella di un Ascendente che, nonostante tutto, non incarni né la funzione
psicologica più differenziata e nemmeno la Dominante, ma sia esso stesso un
elemento rimosso della personalità. E’ sufficiente che un pianeta al MC
incarni la funzione opposta e sia più potente del Governatore
dell’Ascendente. Questi sono casi in cui regna una grande insicurezza nella
vita dell’individuo: egli non sarà mai certo delle sue reazioni istintive e
delle sue capacità naturali; probabilmente mancherà notevolmente di
autostima. Per fortuna non è un evento molto frequente. |
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L’Ascendente come Persona |
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Si dice spesso che l’Ascendente rappresenti il nostro “primo impatto” sugli altri, il modo di presentarsi, la prima impressione che si fa. Come simbolo della nascita appare del resto del tutto logico che esso simboleggi il nostro modo di porsi e quindi di “nascere” in ogni relazione e in ogni situazione in generale. Il modo tipico di porsi dell’uomo rispetto all’ambiente viene da Jung denominato “Persona”, nella sua accezione latina di “maschera”. La Persona coincide quasi interamente con la funzione psicologica più differenziata, e costituisce “un segmento dell’Io, quello appunto che è rivolto al mondo esterno”8. Jung la definisce così: “La Persona è perciò un complesso di funzioni che, costituitosi per ragioni di adattamento o per bisogno di comodità, non è tuttavia identico alla individualità. Il complesso funzionale della Persona si riferisce al rapporto con gli oggetti”9. |
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Gli aspetti di opposizione tra l’Ascendente ed eventuali pianeti posti
nella settima casa modificano la formazione della Persona e rappresentano
istanze pressanti provenienti dal primissimo ambiente di cura del bambino a
comportarsi in questo o quell’altro modo. Queste istanze potranno poi venire
più o meno integrate nella personalità: la mancata integrazione determinerà
invariabilmente una pesante proiezione
che investirà tutto il settore delle relazioni (secondo il tradizionale
rapporto settima casa – relazioni). Lo stesso può dirsi per i quadrati che
interessano l’Ascendente dalla quarta o dalla decima casa, ma forse qui si
tratta di pressioni ricevute più tardi,
nell’importantissimo momento della risoluzione del complesso di Edipo e della
formazione del Super-Io. |
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La Persona, quindi l’Ascendente, nasconde però un pericolo: quello di
occultare la nostra vera individualità, di ostacolare una piena espressione
della personalità in nome dell’adattamento. Perché la Persona funzioni bene
infatti essa deve tenere conto tanto delle predisposizioni individuali quanto
delle richieste dell’ambiente. Se una delle due istanze viene trascurata in
nome dell’altra, avremo in un caso un grigio “uomo-massa”, nell’altro un
ribelle o un eccentrico fine a sé stesso. |
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Nel migliore dei casi, “la Persona è una specie di baluardo protettivo
necessario ma elastico, che […] assicura una relazione facile, uniforme e
relativamente naturale con il mondo esterno”11. Perché ciò accada, la cosa più importante
è che vi sia armonia tra l’Ascendente e i pianeti eventualmente ad esso
collegati, il Sole e la Luna, che rappresentano i più
importanti principi dell’inconscio collettivo. In pratica è essenziale che il
Sole partecipi alla dominante planetaria, o almeno abbia con essa dei valori
similari. Gli aspetti positivi sono utili ma non indispensabili, perché già
l’affinità per elemento tra i due luminari e l’ascendente possono garantire
una buona comunicazione tra il conscio e l’inconscio. La congiunzione tra i
luminari – soprattutto il Sole – e l’Ascendente non è invece positiva, perché
impedisce la necessaria dialettica psichica tra il conscio e l’inconscio, con
il rischio di infantilismo cronico e di “dimezzamento” del segno, come
descritto brillantemente da Lisa Morpurgo. |
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L’identificazione con la Persona |
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Se questa armonia tra conscio e inconscio invece non esiste, la
Persona si può irrigidire e la conseguenza può essere l’identificazione con la Persona (ossia, ricordiamolo, con
l’Ascendente). Una Persona rigida, infatti, avviluppa – se così si può dire –
l’Io da tutti i lati e ne impedisce la comunicazione con i lati inconsci
della personalità. Questa identificazione è una ricca “sorgente di nevrosi”,
causa di “fisime, affetti, angosce, ossessioni, debolezze, vizi e così via”12.
In questa situazione, lo strapotere del segno ascendente rischia dunque di
trasformarsi in una difesa contro sé
stessi e in un blocco dello sviluppo della personalità. Contrariamente a
quanto alcuni libri di astrologia vorrebbero farci credere13. |
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La connessione dell’Ascendente e della Casa prima con i meccanismi di
difesa era stata evidenziata tra gli altri da Philippe Granger, nel
trafiletto che ho citato al principio dell’articolo. Vale la pena ricordare
come i meccanismi di difesa siano
strategie – in genere – inconsapevoli che l’Io mette in atto per proteggersi
da situazioni, pulsioni e sentimenti insopportabili e angosciosi. In questo
senso si potrebbe dire che l’Ascendente, oltre al modo di agire ed
esprimersi, indichi anche la nostra maniera di nasconderci. I meccanismi di difesa sono stati esaminati e
descritti da Freud e dagli analisti post-freudiani, e mentre alcuni sono
universali (come il meccanismo della proiezione) altri sono a mio parere
tipici di alcuni Elementi piuttosto che di altri. |
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Troveremo ad esempio più spesso la razionalizzazione
e la sublimazione nei segni d’Aria.
La razionalizzazione, mettendo ordine nel caos del mondo, riduce l’angoscia
degli eventi. E la sublimazione può tramutare una pulsione inaccettabile in
un prodotto di valore sociale e culturale, come un lavoro artistico o
intellettuale. Questi meccanismi sono alquanto naturali per i segni d’aria,
molto più difficili per gli altri. Tra i segni d’Acqua (ma anche per chi ha
Venere dominante) potremo invece trovare l’introiezione come meccanismo di difesa tipico. Troppo empatici ed
influenzabili, i segni d’Acqua assorbono ed introiettano le caratteristiche
delle persone che li circondano: questo crea una barriera protettiva contro i
lati irrisolti e angoscianti della loro stessa personalità. Per i segni di
Terra (come anche per gli individui a dominante plutonica) è invece la rimozione il meccanismo di difesa più
frequente. Bisognosi di sicurezza e stabilità, pragmatici ma non altrettanto
razionali dei segni d’aria, essi trovano più facile il cancellare dalla
memoria eventi esterni e caratteristiche interne capaci di perturbare il loro
equilibrio. Quanto ai segni di Fuoco, cavallereschi e di alti ideali, li
vediamo spesso impegnati nella negazione
delle loro pulsioni più basse. |
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Il segno ascendente può dirci molto su quali sono le strategia di
difesa più utilizzate. Naturalmente quanto più ci si identifica con esso
tanto più i meccanismi sono rigidi e implacabili, fino ai limiti della
patologia. |
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Lungi dal limitarsi a bloccare la crescita e l’espressione della
personalità, l’identificazione con la Persona può anche provocare problemi
relazionali. Secondo Jung infatti esiste un rapporto di complementarietà tra
la Persona e l’Anima (o Animus per
le donne), che è quel complesso o funzione psicologica che regola i rapporti
tra l’Io e l’inconscio. In un tema maschile sono la Luna e Venere a rappresentare
l’immagine dell’Anima, mentre in un tema femminile la stessa funzione viene
esercitata dal Sole e da Marte. Fatto sta che quanto più una Persona è forte
e rigida, e quanto più ci si identifica con essa, tanto più l’Anima è
inconscia, primitiva e proiettata al di fuori dell’individuo. Questa persona
sarà allora molto vulnerabile in tutte le sue relazioni. Non solo si
innamorerà di proiezioni invece che di persone reali, ma sarà nell’ambito dei
rapporti incredibilmente debole ed effeminato, come se l’Anima ne prendesse
possesso. |
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E’ possibile anche il contrario: per contrastare la sua Anima che egli
percepisce così potente e minacciosa, questa persona si mostrerà dura, fredda
e inflessibile, mostrerà una sorta di virilità artificiosa, fino a provocare
comunque la rottura e il fallimento delle sue relazioni. Il risultato finale
non cambia14. |
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La rigidità della Persona rende anche estremamente vulnerabili verso
il proprio mondo interiore, proprio perché esso viene rifiutato in blocco. Se
i motivi archetipici presenti nell’inconscio collettivo cominciano a
insinuarsi nelle maglie della personalità, avremo chi, “divenuto preda di
deliri di grandezza o di meschinità, crede ad esempio d’essere un eroe, un
redentore dell’umanità, un vendicatore, un martire, un rifiuto sociale, una
donna fatale e così via”15. Sarà cioè il fantoccio delle sue
grandezze archetipiche, da cui verrà posseduto senza minimamente rendersene
conto. Quando esse diventano abbastanza potenti, si verifica l’enantiodromia (vedi figura 2). |
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L’Ascendente nel processo di individuazione |
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Che avvenga in maniera naturale o a causa di un blocco drammatico, è
comunque necessaria una evoluzione rispetto al modo in cui sentiamo ed
esprimiamo inizialmente i valori del segno ascendente. In un primo tempo infatti
l’Ascendente – o Persona, o funzione psicologica differenziata, o Dominante –
è soltanto “un segmento più o meno accidentale o arbitrario della psiche
collettiva”, una “maschera che simula l’individualità”16.
L’adattamento all’ambiente è infatti l’unico scopo della Persona. Tuttavia,
dice Jung, “sarebbe ingiusto fermarsi a questo punto, senza riconoscere in
pari tempo che nella caratteristica scelta e definizione della Persona è già
insito qualcosa di individuale”17: bisogna dunque scremare e
distinguere, a un certo punto, ciò che nella Persona è predisposizione
individuale e ciò che è derivato dall’adattamento all’ambiente. Una volta
compiuta questa operazione è possibile incamminarsi verso la strada
dell’integrazione della personalità, che Jung chiama individuazione18. |
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Secondo Jung il processo di individuazione si compie in due fasi ben distinte: la prima è centrata sull’adattamento al mondo esterno, dunque sul rafforzamento dell’Io, la netta differenziazione di una funzione psicologica rispetto alle altre e la costruzione di una Persona efficace. In questo primo periodo è dunque necessario lavorare e valorizzare al massimo le doti riflesse dal segno Ascendente e dalla Dominante. Nella seconda fase invece occorre esprimere la totalità della personalità, le proprie “realtà interiori” che magari fino a quel momento erano rimaste silenti o nascoste, per incoscienza o per necessità. In questa fase quel che avviene è un progressivo spostamento del “baricentro della personalità”. Se infatti inizialmente l’Io si identifica quasi esclusivamente con l’Ascendente, ora tenderà a spostarsi in una posizione più centrale nell’ambito del complesso della personalità, fino a riflettere le qualità tanto del segno Ascendente quanto del Sole e in misura minore della Luna e di tutti i pianeti personali. Spesso è il transito di opposizione di Urano alla sua posizione di nascita a segnare questo radicale “cambio di rotta” nel processo di evoluzione personale. |
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Questo fase di presa di distanza dalla Persona corrisponde anche al
processo di disidentificazione dai
frammenti parziali della personalità di cui parla la psicosintesi di
Assagioli. Secondo Assagioli soltanto l’allontanamento dal ruolo con cui ci
identifichiamo nel mondo rende possibile la centratura in sé stessi, la connessione
con quel Sé transpersonale che in
astrologia corrisponde al Sole19. Ma una volta che questo cambio
di rotta è avvenuto il ruolo dell’Ascendente rimane pur sempre fondamentale.
Soltanto esso può infatti compiere il viaggio di scoperta interiore che lo
aspetta ora.
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L’Ascendente da superficie a
centro della personalità
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Tanto Liz Greene quanto Howard Sasportas concordano nel ritenere
l’Ascendente più indicativo della personalità e il Sole dello scopo profondo
dell’esistenza, del “progetto di vita” per dirla come Lidia Fassio. “Il Sole
è la ragione per cui siamo qui, l’Ascendente è il modo per arrivarci”20
dice Sasportas. Il Sole esprime dunque la natura spirituale profonda,
l’Ascendente la personalità concreta. Il fatto è che riuscire a farli
incontrare è tutt’altro che semplice. |
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Bisogna convincere l’Ascendente, nato per
farci adattare e sopravvivere nel mondo esterno, a rivolgersi all’interno. Questo è talmente
innaturale che occorre generalmente una piccola o grande crisi per
convincerlo a mutare orientamento. Durante questa crisi avviene intanto
quella scrematura tra lati individuali e collettivi della Persona di cui ho
parlato sopra. A questo punto la Dominante è pronta ad intraprendere quel
viaggio interiore ed esteriore che le permetterà, alla fine – forse – di
raggiungere il Sole. |
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Numerosi miti ed opere letterarie
raccontano il viaggio iniziatico di un Eroe che, attraverso varie prove,
riesce infine a raggiungere la meta. E vi giunge trasformato, in seguito al
confronto con le figure del suo inconscio. Ogni eroe ha le sue peculiarità:
Ulisse è una figura più mercuriale, Ercole solare e marziana, Faust
saturniana, e così via. Ed è la Dominante, a rigor di termini, a determinare
quale eroe noi siamo: il Sole rappresenta di più il tipo di viaggio che
saremo chiamati a svolgere, i personaggi che incontreremo, il clima e il
paesaggio che ci circonderanno. Il Sole “è un simbolo di ciò che deve essere
conseguito”, e “molto probabilmente l’individuo lo conseguirà soltanto con
difficoltà”; “simboleggia il cammino, la meta, non la macchina con cui si
viaggia – fino a che le due cose non diventano una”21. |
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Le tappe di questo viaggio sono state da
Jung ampiamente studiate e, per così dire, codificate, per cui non è il caso
di starle a ripetere estesamente. In ogni caso la prima tappa è sempre
l’integrazione dell’Ombra, che racchiude tutto il rimosso “tradizionale” già
studiato da Freud, quindi in gran parte pensieri e pulsioni aggressive e
sessuali irrealizzabili o comunque in conflitto con la coscienza. L’inconscio
personale è racchiuso in sostanza nelle tre case d’acqua: la IV, l’VIII e la
XII, ognuna delle quali a diverso titolo ha a che fare con desideri
dimenticati e sepolti fin dall’infanzia.22 |
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Segue il confronto con le figure
transessuali della psiche, l’Anima e l’Animus, che fungono da ponte verso i
contenuti dell’inconscio collettivo. Queste figure sono simboleggiate dalla
posizione e dagli aspetti di Luna e Venere nei temi maschili, di Sole e Marte
in quelli femminili; inoltre sono quasi sempre proiettate, motivo per cui la
loro integrazione risulta particolarmente complessa23. Infine si
può giungere al “centro”- ma forse sarebbe meglio dire al “fondamento”- della
personalità, che è simboleggiata dal Sole, il “veicolo” attraverso il quale
“la totalità della psiche, il Sé, diviene manifesta”24. |
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L’integrazione tra il piano della personalità, indicato dalle case, e
quello dell’inconscio collettivo, indicato dai pianeti e dai segni permette
da un lato di sentire in modo più personale
le tendenze simboleggiate dal Sole e dalla Luna (intesi come pianeti più
importanti), dall’altro di percepire in modo più profondo le istanze dell’Ascendente e dei pianeti collegati, non
più come superficie ma ora come centro della personalità, in una sintesi
finalmente riuscita. Alcune raffigurazioni e simboli esposti da Jung in
“Psicologia e alchimia”, come l’aquila dalle due teste o il REBIS
ermafrodito, possono forse esprimere efficacemente l’avvenuta integrazione
dei due pilastri della personalità. |
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Figura 10: il REBIS, simbolo della piena
integrazione della personalità, |
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NOTE |
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1 P. Granger, “La luna nera”, editore Armenia, pag. 47. |
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2 J. Jacobi, “La psicologia di C.G.Jung”, editore Bollati Boringhieri, pag. 26. |
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3 H. Sasportas, “Le dodici case”, editore Mediterranee, pag. 44. |
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4 Vedi L. Greene, “La relazione interpersonale”, editore Astrolabio, Cap. 3. |
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5 Vedi C.G. Jung, “Tipi psicologici”, editore Boringhieri, “Definizioni”. “Io definisco enantiodromia l’emergere nel tempo dell’opposto inconscio. Questo fenomeno, caratteristico, si verifica tutte le volte che la vita conscia è dominata da un orientamento unilaterale, per cui a lungo andare nell’inconscio si viene a creare una posizione opposta, altrettanto forte, che si manifesta prima inibendo le prestazioni della coscienza poi interrompendo l’orientamento conscio”. |
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|
6 A. Barbault, “Trattato pratico di astrologia”, editore Astrolabio, pag. 194. |
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|
7 S. Arroyo, “L’Astrologia e i quattro
elementi”, editore Astrolabio, pag. 166. |
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|
8 J. Jacobi, ibid., pag. 42. |
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9 C.G. Jung, ibid., pag. 323. |
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|
10 J. Jacobi, ibid., pag. 44. |
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|
11 J. Jacobi, ibid., pag. 44. |
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12 C.G. Jung, “L’io e l’inconscio” vol. 7 delle opere complete, editore Boringhieri, pag. 192. |
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13 Secondo Arroyo ad esempio “l’Ascendente simboleggia un aspetto importante […] nel senso che semplicemente dobbiamo vivere ed esprimere noi stessi in quel modo per sentirci liberi e totali”. Questo è vero ma occorre cautela. |
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14 Vedi C.G. Jung, ibid., “Anima e Animus”. |
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|
15 J. Jacobi, ibid., pag. 46. |
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16 C.G. Jung, ibid., pag. 155. |
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|
17 C.G. Jung, ibid., pag. 156. |
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18 Vedi C.G. Jung, “Tipi psicologici”,
Definizioni. |
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|
19 Vedi R. Assagioli, “Principi e metodi della psicosintesi terapeutica”, editore Astrolabio, |
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|
20 H. Sasportas, ibid., pag. 46. |
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|
21 L. Greene, ibid., pag. 33. |
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|
22 Vedi S. Arroyo, “Astrologia karma trasformazione”, editore Astrolabio, pag. 27-33. Anche se l’autore collega decisamente le case d’acqua i fattori karmici, anche solo da un punto di vista psicologico le sue analisi sono di grande valore. |
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23 Vedi L. Greene, ibid., “Il partner interiore”. |
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24 L. Greene, ibid., pag. 32. |
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