ASTROLOGIA:

L’INTERPRETAZIONE OLISTICO-PSICOLOGICA

DI DANE RUDHYAR


di Renzo Colli

 

 

Ci sono libri che, più di altri, sono di stimolo per la riflessione. Penso che “Astrologia della Personalità” di Dane Rudhyar sia uno di questi.

La sua lettura rappresenta un necessario approfondimento per capire l’astrologia, per andare di là del suo semplice utilizzo in applicazioni pratiche. I concetti sviluppati da Rudhyar sono una vera e propria reinterpretazione del patrimonio “classico”, come lui stesso mette in risalto nel sottotitolo originale: “A reinterpretation of astrological concepts and ideals in terms of contemporary psycology and philosofy”. Quindi non nuove teorie ma rilettura del simbolismo astrologico alla luce delle nuove conoscenze filosofiche e psicologiche. In pratica Rudhyar fa uso della filosofia olistica per spiegare i principi fondamentali dell’astrologia, e della moderna psicologia per meglio descrivere la personalità dell’individuo.

Nel libro è riportata la seguente definizione di “olismo”, redatta dal gen. Smuts per l’Enciclopedia Britannica:

L’olismo è una teoria che fa dell’esistenza di ‘totalità’ una configurazione fondamentale del mondo. Esso considera gli oggetti naturali, sia animati che inanimati, totalità e non semplicemente raccolta di elementi o parti. (…) Questi corpi o cose non sono assolutamente divisibili in parti, in un modo o in un altro essi sono una totalità che vale più della somma delle loro parti. La totalità è creativa; ovunque le parti cospirino per formare una totalità, là sorge qualcosa che è più delle parti.”.

Questo sembra un buon punto di partenza per capire l’oggetto dell’astrologia. Centrale è la totalità creativa “essere umano”, considerato appunto come un insieme di parti la cui somma dà un tutto vivente, capace di coscienza ed evoluzione, che indubbiamente ha qualità non riconducibili ad una mera “somma” delle parti che lo compongono. L’astrologia mette a confronto e in correlazione questo Tutto con altre totalità inanimate che rappresentano il suo ambiente naturale, quello con cui è in più stretto contatto, cioè i corpi celesti del sistema solare.

Infatti, Rudhyar scrive: “...esso interpreta a livello simbolico i movimenti dei corpi celesti e li mette in rapporto ai movimenti della forza vitale all’interno di tutti gli organismi e di tutti i cicli. Questi movimenti della forza vitale sono rappresentati sia da una serie di stati di coscienza sia da una serie di eventi organici, da quello che accade nell’individuo e dagli avvenimenti significativi in termini di collettivo”.

L’astrologia studia sia la realtà fisica che quella psicologica facendo uso di simboli e, partendo da valori “universali” (l’inconscio collettivo, per dirla con Jung), è in grado di descrivere eventi fisici e psicologici, individuali e sociali. I simboli di cui parliamo sono relativi a totalità che sono parte dell’ambiente fisico che ci circonda: la Terra e gli altri corpi celesti del sistema solare. Ecco perché “l’astrologia, come noi la rappresentiamo, è necessariamente antropocentrica”.

La visione del cosmo, che noi descriviamo in simboli sulla carta del cielo natale, è quindi geocentrica, e al centro del tema natale, all’incrocio degli assi MC-FC e ASC-DISC, si trova il soggetto nel momento e nel luogo geografico della nascita. Così, l’attimo della nascita determina una visione del cosmo e quindi le sue influenze sulla “totalità” nuova che viene a crearsi al momento del taglio del cordone ombelicale. Un momento veramente “magico” in cui i fattori energia e materia si organizzano in un ordine di struttura complessa nell’atto della formazione della nuova totalità, del nuovo individuo.

Con queste premesse Rudhyar riesce a rispondere alla domanda, semplice ma alquanto imbarazzante, che spesso è rivolta agli astrologi: “cos’è l’astrologia?”.

L’astrologia nel suo aspetto più profondo è quel tentativo dell’Uomo di dare alla Natura, sia interna sia esterna, il significato di ordine, di cosmo. Tutte le scienze lavorano ovviamente a questo fine. Ma l’astrologia, che molto probabilmente le precede tutte, persegue il fine in modo più ampio e strutturale di qualunque altro metodo di pensiero; perché non è una semplice scienza, atta ad annotare fatti, essa è anche una filosofia capace di interpretare questi fatti in termine di idee, è un’arte capace di applicare le interpretazioni ai casi individuali..

Quindi al tempo stesso filosofia e arte applicata ai casi individuali.

Molto interessante è anche come è individuata la chiave del simbolismo astrologico, suddiviso in una struttura tripartita: collettivo, individuale, creativo.

Il simbolismo collettivo è determinato dal moto annuale di rivoluzione della Terra intorno al Sole. Lo Zodiaco per Rudhyar rappresenta il mezzo mediante cui si possono riportare in grafico le posizioni determinate dal complesso dei movimenti planetari e quella del Sole rispetto al movimento orbitale della Terra. “Questo movimento crea il ciclo dell’anno”…”stagioni e climi influenzano l’esistenza e la coscienza collettive di razze e gruppi umani.

Il simbolismo individuale è determinato dal moto di rotazione assiale della terra. La relazione (aspetti) della Terra con gli altri pianeti del sistema ha esattamente lo stesso significato per l’uomo collettivo e per qualunque uomo individuale, eccetto che la posizione dell’uomo individuale sulla superficie del globo metterà a fuoco questi aspetti in una sezione del proprio cielo, sotto o sopra l’orizzonte, e quella che l’astrologia chiama una delle case. Il cielo, in un dato istante, è uguale per tutti; la natura del suo influsso ugualmente. Ciò che fa la differenza è la nostra posizione sul globo terrestre: la località dove si nasce “individualizza” (con l’ora di nascita) l’influsso che altrimenti sarebbe lo stesso di tutti gli altri individui, e lo indirizza verso il significato analogico della “casa” da cui proviene.

Il simbolismo creativo è determinato dal ciclo di “precessione degli equinozi”, definito qui anche come “grande ciclo polare”. Il ciclo, della durata di 25.868 anni circa, determina l’affermarsi di archetipi che influenzano il comportamento dell’umanità per periodi di 2156 anni circa. (era dei pesci, era dell’acquario…). Qui, con il termine creativo si vuole intendere che all’inizio d’ogni era vi è un’effusione d’archetipi e idee primordiali che segnerà l’inizio e la durata di tutti i nuovi cicli planetari. Questi archetipi sono destinati ad essere centri di gravità dell’inconscio collettivo e al tempo stesso confini entro i quali si concentrerà l’attività d’ogni “totalità essere umano” impegnata nel suo processo d’individuazione.

Interessante è anche l’interpretazione del libero arbitrio:

Nella vita non accade nessun evento astrologico che non sia determinabile simbolicamente, capace di dare a quell’evento un significato adeguato. Ma non ne consegue che un aspetto preciso produrrà sempre un avvenimento preciso. Un aspetto è necessario perché accada un evento, ma non è una testimonianza sufficiente per predire esattamente l’avvento di un preciso avvenimento!”. L’importanza di quest’affermazione è basilare e determina, come conseguenza logica, che è più facile trovare a posteriori il transito che simboleggia un avvenimento piuttosto che determinare cosa accadrà durante un determinato transito. Per questo l’astrologia può essere considerata non solo un’arte volta a predire il futuro, ma anche e soprattutto un potente strumento d’analisi sia del passato che del significato degli eventi come il Rudhyar stesso più avanti conclude: “…noi affermiamo che l’astrologia potrebbe essere estremamente utile allo psicanalista, allo psichiatra, come anche naturalmente all’educatore che dovrebbe essere prima di tutto – a livello intuitivo se non intellettuale – uno psicologo. Essa darebbe loro qualcosa d’oggettivo su cui basarsi, e su cui analizzare dati soggettivi, come i sogni e i dettagli della storia della vita di una persona”.

Le tesi di Rudhyar possono apparire originali, se non addirittura contrastanti, con certi concetti dell’astrologia più tradizionale. Nonostante ciò risultano molto stimolanti: l’Arte d’Urania è un patrimonio ereditato dai grandi maestri del passato ma per essere viva deve mantenersi in evoluzione. Il fatto che vi sia ricerca in campo astrologico è indice che, nonostante i denigratori, quest’antica sapienza ha ancora molto da esprimere e da dare. Anche all’uomo moderno.

 

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