PADRE NOSTRO CHE SEI NEI
CIELI
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di Valentino
Salvato |
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Pubblicato su Linguaggio Astrale n.
114, aprile 1999 |
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Il Padre Nostro è la preghiera
cristiana più conosciuta e tuttavia non si tratta di una preghiera come le altre, sia
pure la più bella, perché Gesù stesso lha insegnata ai suoi discepoli
E preghiera e scuola di preghiera al tempo stesso, per le domande formulate ma anche
per lordine di quelle domande
E come il modello di tutte le preghiere.
Agli inizi della storia della Chiesa il Padre Nostro veniva insegnato a chi doveva
ricevere il battesimo solo dopo una lunga preparazione
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(Catechismo dei Vescovi di Francia,
n.558) |
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Introduzione
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Il Padre Nostro è una
preghiera di poche righe
Le sue frasi sono brevi, le sue parole sono semplici,
eppure di unabissale profondità
Non sono solo parole umane. Sono realmente
parola di Dio in forma umana. Hanno perciò una efficacia divina
Non ci
può essere educazione alla preghiera senza una vera iniziazione al Padre Nostro
(1). Purtroppo lo abbiamo ridotto ad una formula, rendendo sempre più difficile
recuperare quel contenuto iniziatico che gli è peculiare. La domanda che dovremmo porci
è: cosa mi comunicano le singole espressioni, quali archetipi evocano in me? |
I commenti teologici al Padre
Nostro sono innumerevoli, da Tertulliano, che lo ha definito breviarium totius
Evangelii (2), al Catechismo della Chiesa Cattolica. |
E mancato, finora, un
commento di tipo astrologico (3). In questo breve articolo cercherò, quindi, di fornire
delle indicazioni e degli spunti di riflessione per colmare questa lacuna. Ovviamente tale
chiave di lettura non deve essere intesa come alternativa a quella religiosa, bensì
complementare. Infatti, per dimostrare lesistenza di un collegamento tra le singole
espressioni di questa preghiera e gli archetipi di base dellAstrologia, mi avvarrò,
soprattutto, dei commenti che sono stati redatti nei primi secoli della storia cristiana. |
Esistono due versioni del Padre
Nostro: quella secondo Matteo (Mt 6, 9-13) e quella secondo Luca (Lc 11, 2-4) (4). La loro
struttura è fondamentalmente identica ma il testo secondo Matteo è quello più completo
e che recitiamo abitualmente (5). |
E importante procedere con un
certo ordine e quindi è necessario, a questo punto, documentare la fonte astrologica che
ha fornito la suddetta chiave di lettura. E lautore di ANTHOLOGIARUM LIBRI
NOVEM e forse lultimo rappresentante dellAstrologia Petosiridica: Vettio
Valente, vissuto nel II Sec. d.C.. In particolare ci interessa il par. 41 del libro II,
relativo alla morte violenta. In esso lautore evidenzia una particolare relazione
che collega i 12 Segni dello Zodiaco: si tratta del Quinconce (6), aspetto relativamente
noto in ambito astrologico (7). Tale relazione (8) è molto utile per comprendere una
parte della realtà e non esclusivamente nel senso di un tragico rapporto
vittima-carnefice o comunque di dominanza. Lo schema che segue, però, mostra proprio
questultimo tipo di legame: |
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Scorpione (morte) > Ariete
(vita) |
Sagittario (Religione) > Toro
(denaro) |
Capricorno (prudenza) > Gemelli
(furbizia) |
Acquario (ragione) > Cancro
(umoralità) |
Pesci (fantasia) > Leone
(realtà) |
Ariete (carattere) > Vergine
(neutralità) |
Toro (sostanza) > Bilancia
(forma) |
Gemelli (logica) > Scorpione
(istinto) |
Cancro (saggezza) > Sagittario
(empirismo) |
Leone (piacere) > Capricorno
(dovere) |
Vergine (naturalità) > Acquario
(artificialità) |
Bilancia (verità) > Pesci
(mistero) |
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Alcuni esempi di interpretazione : |
1. Consideriamo, innanzitutto,
leroe (Ariete) che affronta, a mo di sfida, numerose difficoltà (la
distruttività scorpionica) e così facendo ha la possibilità di conoscere meglio sé
stesso e di acquisire una più precisa identità. |
2. In modo diverso, la Religione
(Sagittario) tende ad identificare Dio con la figura del Padre (IV Casa-Cancro) (9),
instaurando un rapporto di timore reverenziale ma consapevole del fatto che Egli agisce
sempre per il bene delle sue creature. |
3. Più in particolare, la
Religione Cristiana (Pesci) ha sempre predicato lamore universale (10) (Bilancia). |
4. Ancora, Gesù, il Figlio (V
Casa-Leone) di Dio, si è sacrificato affinché avesse inizio lEra dei Pesci (11). |
Sono sufficienti queste poche righe
per evidenziare limportanza del simbolismo astrologico nella comprensione del
linguaggio e degli eventi che caratterizzano la storia dellumanità. Tale simbolismo
è presente anche nella preghiera cristiana per eccellenza. |
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La
Preghiera
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Il
significato astrologico del Pater è legato allassociazione di singole espressioni
(sostantivi e verbi) ai Segni dello Zodiaco ed al particolare ordine con cui esse si
succedono:
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Padre nostro ( Pater hmwn (12)) ) Cancro |
Che sei nei cieli (o en toiV ouranoiV) Acquario |
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Iniziare una preghiera con il
vocativo Padre è un modo diretto, caldo, affettuoso di rivolgersi a
Dio, senza perifrasi e come per impulso naturale (13). Inoltre non diciamo
Padre mio, che sei nei cieli
la nostra preghiera è pubblica e
comunitaria, e quando preghiamo, preghiamo per tutto il popolo, non per il singolo,
perché noi come popolo siamo una cosa sola (Cipriano). La coralità evidenziata da
questo aggettivo pervade e caratterizza lintera preghiera (14). |
Il Padre invocato dai discepoli di
Gesù è lo stesso che Egli chiama costantemente Padre mio e Padre
celeste. Nel solo Vangelo secondo Matteo, Gesù usa questultima espressione
ben sette volte (Mt 5,48; 6,14; 6,26.32; 15,13; 18,35; 23,9) (15). Quando dice che
Dio è nei cieli, non vuole certo assegnargli un
confine, ma intende sollevare dalla terra lo spirito di coloro che pregano e innalzarlo
negli eccelsi spazi, nelle dimore celesti (Giovanni Crisostomo). Riecheggia
loracolo del Signore: I miei pensieri non sono i vostri pensieri e le vostre
vie non sono le mie vie
Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie
sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri (Is 55,8-9). |
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Sia santificato il tuo nome (agiasqhtw to onoma
sou ) - Capricorno |
Venga il tuo regno ( elqetw h basileia
sou) - Leone |
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Esiste una relazione molto stretta
tra glorificazione di Dio e santificazione del suo Nome. Fra tutti i beni il
principale è questo, che in ogni momento della mia vita il nome di Dio sia
glorificato
Perciò, se io mi rivolgo a Dio nella preghiera così: sia santificato il tuo nome, spero anche che la
forza delle parole produca in me la grazia della coerenza. Come se dicessi: possa io
diventare, con il vigore del tuo soccorso, irreprensibile, giusto, pio (Gregorio di
Nissa). Sia santificato significa
infatti sia glorificato
E come se dicessimo a Dio: fa, o Signore, che la
nostra vita sia un tale specchio di purezza e di trasparenza che tutti, vedendo noi,
rendano gloria a te (Giovanni Crisostomo). Ancora più trasparente, se possibile, è
il dialogo fra Mosè e il Signore, che si legge in Esodo 33,18-19. Mosè disse al Signore:
Mostrami la tua gloria. E il Signore rispose: Farò passare davanti a te
tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. |
Nellambiente culturale
biblico il nome sta per la persona e mai appare riducibile a una pura denominazione.
Limposizione, il cambiamento del nome indicano una qualifica in ordine a una
missione da compiere. Nominare qualcosa significa, in qualche modo, darle un destino. Dio
chiama un pastore e gli dà il nome di Abramo, col quale è costituito padre di
moltitudini. Imporre un nome a qualcuno è come affidargli un incarico. |
Il regno di Dio è il nucleo
centrale della predicazione di Gesù. Con il dito di Dio (Lc 11,20) Gesù
sconfigge Satana. E ciò che Egli annuncia inaugurando il suo ministero: Gesù
cominciò a predicare e a dire: convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino
(Mt 4,17). |
La parola Regno ricorre novantanove
volte nei vangeli sinottici e novanta volte è in bocca a Gesù che, tuttavia, non ne dà
mai una definizione (16). Interrogato dai farisei: Quando verrà il regno di
Dio?, rispose: il regno di Dio è in mezzo a voi (oppure: dentro di voi) (Lc 17,20-21).
In particolare, nel Vangelo secondo Matteo esso viene chiamato trentatre volte regno
dei cieli e due volte regno del Padre (Mt 13,43; 26,29). |
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Sia fatta la tua volontà (genhqhtw to qelhma
sou) - Toro |
Come in cielo così in terra (wV en ouranw kai epi ghV ) - Bilancia |
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Dio tutto opera
efficacemente, conforme alla sua volontà (Ef 1,11). Può accadere che non ci dia
ciò che desideriamo perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente
domandare (Rm 8,26). Dio, nella sua volontà salvifica, supera i nostri desideri,
corregge i nostri desideri equivoci, e la sua volontà non è mai da temere. Gesù stesso
dice: Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato a compiere la sua
opera (Gv 4,34). Quello che, dunque, ci viene chiesto ora è di perseverare
nella volontà di Dio
O almeno di non avere alcun sentimento contrario alla sua
volontà
Infatti, mentre siamo qui in terra in una natura mortale e mutevole, non è
possibile che la volontà di Dio regni perfettamente. Ma è nelle nostre possibilità
terrene che la nostra volontà si ravveda da quei moti dellanima (leggi: passioni) che sono contrari alla volontà
di Dio e che giunga sino a non accettarne alcuno (Teodoro di Mopsuestia). |
Poiché abbiamo un
corpo che viene dalla terra e uno spirito che viene dal cielo, noi siamo terra e cielo, e
preghiamo che sia fatta la volontà di Dio nelluno e nellaltro, cioè sia nel
corpo che nello spirito. Esiste tra carne e spirito una lotta continua e uno scontro
quotidiano. Sono reciprocamente in disaccordo
Perciò chiediamo che con laiuto
di Dio si crei armonia tra i due (Cipriano). |
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Dacci oggi il nostro pane
quotidiano
Vergine
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(ton arton
hmwn ton epiousion (17) doV hmin shmeron) |
E rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori Ariete
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(kai afeV hmin ta ofeilhmata
(18) hmwn, wV kai hmeiV afhkamen toiV ofeiletaiV hmwn) |
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Lenfasi
cade sul pane: il più umile dei bisogni. Il pane è il frutto del nostro lavoro (Gen
3,19): Dacci il pane vuol dire anche:
possa ottenere il nutrimento grazie alla mia giusta fatica (Gregorio di Nissa).
Inoltre, Nostro Signore ci insegna a chiedere nella preghiera: dacci oggi il pane che ci è necessario. Come a
dire che, mentre siamo in questa vita, abbiamo bisogno di quanto è necessario usare
Pane, in effetti, è proprio il nome con cui egli designa ciò che serve alla sussistenza
della natura
Quindi, poiché è il Creatore stesso che ne ha imposto luso, ci
conviene possedere il necessario. Ma non il superfluo. Infatti, a coloro che desiderano
raggiungere la perfezione non conviene procurarsi e conservare il superfluo e ciò che va
oltre il necessario (Teodoro di Mopsuestia). Dio non ci comanda di pregare per
chiedere ricchezze, lusso, vestiti costosi, né altre cose del genere. Ci esorta a
domandare soltanto il pane, e il pane quotidiano
(Giovanni Crisostomo).
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Il
fatto che limmagine del debito ricorra così spesso nei Vangeli suggerisce che per
Gesù essa si prestava molto bene a ritrarre la situazione delluomo: luomo è
per essenza debitore. Che cosè il
debito se non il peccato? Se non ti fossi lasciato corrompere con i soldi che ti sono
stati dati in prestito da un estraneo, ora non ti troveresti in una situazione di bisogno,
e proprio per questo ti viene addebitato il peccato
Con il diavolo hai contratto un
debito che non era necessario. Perciò tu, che in Cristo eri libero, sei diventato
debitore del diavolo
Ma il Signore
ha stracciato il documento del tuo debito e
ti ha restituito la libertà (leggi:
vita) (Ambrogio). Il perdono dei peccati, infatti, è un atto proprio e
particolare di Dio, poiché sta scritto che nessuno può rimettere i peccati, se non
Dio soltanto (Lc 5,21) (Gregorio di Nissa).
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E non ci indurre in tentazione (kai mh eisenegkhV hmaV eiV peirasmon
(19)) - Scorpione |
Ma liberaci dal male (20) (alla rusai
hmaV apo tou ponhrou
(21)) - Gemelli |
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Lungi da noi il pensiero che
il Signore ci tenti, quasi che egli non conosca la fede di ciascuno o addirittura brami di
farci cadere. Può sembrare che sia così, ma non lo è, perché questa debolezza e questa
malizia sono caratteri distintivi del diavolo. Il modo di agire di Dio è diverso. Vedi ad
esempio il caso di Abramo. Non gli fu ordinato di sacrificare il figlio per tentare la sua
fede, ma per metterla alla prova (Tertulliano). Cè infatti un altro
tipo di tentazione, che più propriamente si chiama prova
Quindi, con queste parole
della preghiera, non ci indurre in tentazione, non si domanda affatto di non
essere tentati, ma di non essere gettati nella tentazione, uscendone sconfitti
Dobbiamo allora concludere che le tentazioni provengono sì da Satana, non per un suo
potere però, ma per un permesso del Signore. E lintenzione di Dio nel concedere
tale facoltà al demonio è quella di punire gli uomini per i loro peccati o di metterli
alla prova ed istruirli secondo la sua misericordia. E allora molto importante
discernere in quale tipo di tentazione ci si imbatte
(Agostino). |
Noi preghiamo di essere
liberati dalla tentazione, non già per non essere tentati, il che è impossibile, ma per
non soccombere alla tentazione, come coloro che da essa sono stati conquistati e
sconfitti (Origene). Così, per esempio, Giuda entrò nel torrente della
cupidigia: preso nel vortice dellavidità del denaro, non riuscì a passare a nuoto,
ma fu sommerso nel corpo e nello spirito e rimase soffocato (Cirillo di
Gerusalemme). In comunione con Gesù, noi chiediamo per noi stessi, ma anche per tutti i
nostri fratelli, di essere liberati dal male. Questo male è il Maligno. La scrittura lo
indica come Satana, il Menzognero, il Cattivo, il Diavolo, lOmicida, il
Tentatore
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A questo punto la preghiera
termina, ma è evidente che manca qualcosa. Dove sono i segni del Sagittario e dei
Pesci? Possiamo formulare due ipotesi: |
1. Così come ci è stato
tramandato, il Pater è incompleto. |
2. Questi due Segni, in realtà,
sono sottintesi. In quale modo? La risposta è duplice. In primo luogo bisogna considerare
lambito in cui è nata questa preghiera, ovvero quello della Religione (Sagittario)
Cristiana (Pesci). Inoltre è da tenere presente che i due Segni sono governati dagli
stessi pianeti: Giove e Nettuno. Giove è associato alla preghiera mentre Nettuno
allinvisibile e al mistero. |
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Conclusione
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Pur essendo la preghiera del
cristiano, anzi del vero cristiano, il Padre
Nostro può dire qualcosa anche al non cristiano: non però alluomo qualunque,
alluomo senza qualità, ma alluomo insoddisfatto delle cose che ha e che
raggiunge, un uomo che cerca una pienezza che non trova e che tuttavia continua a
desiderare e a cercare (22), perché nella preghiera del Signore è condensata
tutta la vita e lesperienza storica dellumanità, con il suo travagliato
svolgimento ed i suoi problemi fondamentali, dal bisogno di fede, al bisogno di pane e di
perdono (23). |
Il Padre Nostro
riunisce i temi più essenziali della predicazione di Gesù ed esprime con forza e
concisione la nostra identità come suoi discepoli (24). Non sfugga un
particolare significativo: i discepoli non chiedono a Gesù di insegnare loro una
preghiera, ma un modo di pregare. E se Gesù
risponde insegnando una formula di preghiera, è perché questa racchiude in sé un metodo. Il Padre Nostro non è una preghiera come
le altre, fosse pure la migliore, ma è il modello
di ogni altra (25) (26). Il Padre Nostro
può diventare pure un comune
punto di partenza nellodierno dialogo della Chiesa con coloro che, credendo in un
solo Dio, lo invocano come Padre (27). |
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Note
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1) Don Bartolino Bartolini.
Introduzione a PADRE NOSTRO di A. Gentili e A. Camici. Ed. Ancora, Milano 1998. |
2)
Sintesi di tutto il Vangelo (Tertulliano, DE ORATIONE DOMINI; 1,6: PL
1, 1153 ). |
3) Ad eccezione, ad es.,
dellarticolo di André lEclair: IL SIGNIFICATO ASTROLOGICO DEL PATER,
DELLAVE E DEL CREDO in LINGUAGGIO ASTRALE n. 27, 1977. Inoltre, vedi R. Steiner, IL
PADRE NOSTRO, UNA CONSIDERAZIONE ESOTERICA, Ed. Antroposofica, Milano 1994. |
4) La preghiera del Pater viene
riportata anche dalla DIDACHE (VIII, 2). |
5) A monte delle due redazioni vi
è la cd. fonte Q (F. Neyring, Q-SYNOPSIS, Leuven 1988, pp. 30-31) che è
stata poi adattata alle esigenze delle rispettive comunità. |
6) Dal lat. quincunx, comp. di quinque (cinque) e uncia (oncia). Antica moneta romana equivalente a
5/12 dellasse e pari a cinque once. In Astrologia indica laspetto di 150°
(5/12 di 360°). |
7) E interessante, in
proposito, linterpretazione di Tiziana Ghirardini ne IL QUINCONCE: LIMITAZIONE O
TRASFORMAZIONE?, Atti del II Congresso Internazionale di Astrologia (Vol. II), C.I.D.A.,
Venezia 1997. |
8) Ogni Segno è in aspetto di
quinconce con altri due (es. Ariete con Scorpione e Vergine). E evidente
lanalogia con la configurazione dello Yod (o Dito di Dio). |
9) In una certa misura
lintuizione della paternità di Dio appartiene alla coscienza religiosa universale,
come dimostra la storia delle religioni ( Bruno Maggioni, PADRE NOSTRO, Ed. Vita e
pensiero, Milano 1995). |
10) Nella precedente Era
dellAriete, invece, il peccato aveva regnato servendosi della morte
(Scorpione) (Rm 5,21), del timore della morte, mediante il quale tutti erano
soggetti a schiavitù da parte del signore della morte, cioè il diavolo (Scorpione)
( Eb 2, 14-15 ). |
Prima di Cristo vigeva la
Legge del Taglione (Scorpione) mentre, con Cristo, essa viene sostituita dalla
Legge dellAmore (Bilancia). Lo stesso Matteo dice espressamente che non
bisogna più applicare il principio: Occhio per occhio, dente per dente (Mt 5,
38-42). In quel periodo lattesa di una nuova Era fu molto sentita. Simbolicamente,
si attendeva la sconfitta della morte (Scorpione), che aveva dominato nellEra
precedente, e il trionfo dei giusti (Bilancia) in quella che stava iniziando. Alla luce
dello schema proposto è molto facile spiegare, ad es., il crescente sviluppo
dellEcologismo (Vergine ) allapprossimarsi della Nuova Era (Acquario). |
11) Sul significato simbolico del
sacrificio di Cristo bisogna ancora aggiungere qualcosa. La Sua passione, la Sua morte e,
soprattutto, la Sua resurrezione sono state la condizione necessaria affinché si
comprendesse, senza ombra di dubbio, la Sua identità e limportanza del Suo
messaggio. Senza voler banalizzare la complessità dellannuncio evangelico, potremmo
sintetizzarlo in queste poche parole: la sofferenza è necessaria per ottenere la gioia
eterna! E chiaro il collegamento con le caratteristiche del Segno dei Pesci. Con il
Suo esempio Gesù fornì allumanità il nuovo paradigma che sta dominando, ormai, da
duemila anni. |
12) Il testo greco è di
Nestle-Aland, quale figura nelledizione internazionale The Greek New Testament (1993). |
13) R. Schnackenburg, TUTTO E
POSSIBILE A CHI CREDE, Paideia, Brescia 1989, p. 107. |
14) Questa parola Padre genera in noi il ricordo della patria da
cui siamo stati cacciati (Gregorio di Nissa). |
15) Incontriamo solo altre due
ricorrenze di celeste nel Nuovo Testamento e si riferiscono agli angeli (Lc
2,13) e a una visione (At 26,19). |
16) Venga il tuo regno si deve interpretare così: il
tuo regno sia manifestato agli uomini. Guarda la luce, questa luce che noi vediamo. Per
noi è presente, ma essa è invisibile ai ciechi e a coloro che chiudono gli occhi: per
loro è come se non ci fosse. Così è del regno di Dio: non ha mai lasciato la terra,
eppure è invisibile a coloro che non lo conoscono (Agostino). Solo un cuore
puro può dire senza trepidazione alcuna: Venga il tuo regno (Cirillo di
Gerusalemme). |
17) Epiousion rappresenta un caso linguistico
sorprendente. Lo si trova, infatti, soltanto nel Padre Nostro. Già Origene osservava che
si tratta di un termine del tutto sconosciuto, assente sia nel greco letterario sia nel
greco parlato. Alcuni esegeti preferiscono percorrere la strada dellanalisi
etimologica. Ma qui le interpretazioni si sdoppiano. Per alcuni significherebbe ciò
che appartiene allessenza: nel nostro caso il pane necessario per la vita
delluomo. Secondo altri, invece, significherebbe ciò che è sopra la
natura, dunque il pane celeste. |
18) La parola debito
traduce bene il vocabolo greco che significa qualcosa di dovuto, qualcosa che si deve
restituire. Nellambito giudaico il debito era utilizzato come metafora per esprimere
alcuni aspetti del rapporto delluomo con Dio, aspetti che la religiosità greca non
conosceva. Per questo Luca ha lasciato cadere la parola debito (pur conservandola come
metafora del perdono fra noi), sostituendola con il termine peccati (amartiaV), che i greci conoscevano.
Peccato di per sé significa errore, sbaglio (anche di giudizio), ma è
utilizzato anche per esprimere loffesa alla divinità. La metafora del debito,
utilizzata da Matteo e conosciuta anche da Luca, mostra che il Padre Nostro, pervenutoci
solo in greco, risalga probabilmente a un originale aramaico (J. Jeremias, |
IL PADRE NOSTRO ALLA LUCE
DELLINDAGINE MODERNA, in GESU E IL SUO ANNUNCIO, Paideia, Brescia 1993, p.
49). |
19) Il termine peirasmon ha due significati: tentazione e
prova. |
20) La liberazione dal maligno
acquista un rilievo tipico nellambito del Vangelo secondo Matteo, che usa il termine
con una frequenza caratteristica (26 ricorrenze in Matteo, 2 in Marco, 13 in Luca, 3 in
Giovanni). Ciò è coerente con lattribuzione del segno dei Gemelli a questo
evangelista (ved. Franco Berdini, MAGIA E ASTROLOGIA NEL CENACOLO DI LEONARDO, Editalia,
Roma 1982). |
21) Il genitivo greco non permette
di distinguere se si tratta di un neutro (il male) o di un maschile (il Maligno). E
una indeterminazione intelligente, perché entrambi i significati sono veri. Il cristiano
sa che il male presente nel mondo e negli uomini non si spiega soltanto con
la cattiveria umana. Cè un tentatore che spinge al male. Ma il cristiano sa anche
che non tutto il male è da attribuirsi al tentatore: il male viene dalluomo. |
22) Bruno Maggioni, op. cit. |
23) Don Bartolino Bartolini, cit. |
24) O. Clément, B. Standaert,
PREGARE IL PADRE NOSTRO, Qiquajon, Magnano (Vercelli) 1989. |
25) Il Padre Nostro è una
preghiera sobria e coraggiosa. Le sue
invocazioni sono tutte espresse con verbi allimperativo. A ragione la liturgia
eucaristica introduce il Padre Nostro con queste parole: Obbedienti alle parole del
Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire
. Osiamo: recitare il Padre Nostro è, difatti, un
modo coraggioso di stare davanti a Dio. |
26) Bruno Maggioni, op. cit. |
27) S. Sabugal, IL PADRE NOSTRO
NELLA CATECHESI ANTICA E MODERNA, Augustinus, Palermo 1988. |
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Bibliografia
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|
- Trad. Robert
Schmidt, VETTIUS VALENS, THE ANTHOLOGY ( Greek Track, Vol. VIII ), The Golden Hind Press,
Berkeley Springs 1994. |
- A cura di D. Pingree, VETTII
VALENTIS ANTIOCHENI ANTHOLOGIARUM LIBRI NOVEM, Leipzig, Teubner, 1986. |
- G. Bezza, LE DIMORE CELESTI,
Xenia, Milano 1998. |
- CATECHISMO DELLA CHIESA
CATTOLICA, TESTO INTEGRALE E COMMENTO TEOLOGICO, Ed. Piemme, Casale Monferrato ( AL )
1993. |
- Felicìsimo Martìnez Diez, NEW
AGE E FEDE CRISTIANA, Ed. S. Paolo, Milano 1998. |
- Santi Grasso, IL VANGELO DI
MATTEO, Ed. Dehoniane, Roma 1995. |
- Intr. e trad. di Agostino
Clerici, IL PADRE NOSTRO, COMMENTATO DAI PADRI DELLA CHIESA, Ed. Paoline, Milano 1994. |
- Emiliano Jimenez Hernandez, IL
PADRE NOSTRO, Ed. Grafite, Napoli 1998. |
- Joseph Boishu, PADRE NOSTRO, LA
PREGHIERA DI GESU, Città Nuova, Roma 1998. |
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