LA
STRAGE DI NOVI LIGURE
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di Grazia Bordoni |
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Ci sono
tragedie annunciate. Ci sono tragedie impreviste e imprevedibili. Quella di Novi ligure
appartiene a questa seconda categoria. In un film di qualche anno fa si raccontava la
storia di un ragazzo che, nel corso di una lite, provoca la morte della fidanzatina. Il
padre vuole credere alla sua dichiarazione di innocenza e arriva al punto di occultare le
prove a carico del figlio. La madre invece insiste perché il ragazzo dica la verità e si
assuma le sue responsabilità e alla fine viene ascoltata. Il film termina con una
battuta: Cè un prima e cè un dopo
. La tragedia di Novi
Ligure può essere descritta proprio con questa frase. Il prima è luminoso,
dolce. Una bella famiglia che vive in provincia. Il papà è venuto dalla Calabria da
ragazzo. Ha studiato duramente, si è laureato in ingegneria, ha fatto carriera, è
dirigente di una famosa industria alimentare. La mamma è una bella donna, ancora giovane,
impegnata socialmente sul fronte religioso tanto da fare la catechista presso la sua
parrocchia. Ci sono due figli, una femmina e un maschio, belli, bravi, sportivi. Una
famiglia felice, una famiglia che ha tutto quello che deve avere, dal benessere economico
alla considerazione della comunità in cui vive. Il
dopo è orribile. Un incubo. La mamma e il bambino sono morti, straziati con
inaudita ferocia dalla lama di un coltello. La figlia maggiore è in prigione, accusata di
essere lautrice dellorrendo delitto. Il padre
be, è difficile
immaginare una situazione peggiore di quella in cui è stato scagliato questo padre da un
destino impietoso. E difficile immaginare anche un prima e un dopo così antitetici,
un tale ribaltamento di fronte, un azzeramento totale di ciò che era e che non sarà
più. Mai più, comunque finisca. |
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LA STORIA
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Il 21 febbraio 2001, intorno alle
20.30, Susy Cassini De Nardo e suo figlio Gianluca vengono barbaramente uccisi con 97
coltellate. La figlia maggiore, Erika, parla di unaggressione da parte di malviventi
albanesi. Li descrive. Ne riconosce uno tra le foto mostrate dagli inquirenti. Ma la
versione della ragazza non regge, bastano poche ore agli inquirenti per appurare i fatti e
nel giro di un paio di giorni Erika e Omar Favaro, il suo ragazzo, vengono arrestati con
laccusa di aver trucidato Susy e Gianluca. In un primo tempo i due ragazzi negano
ogni addebito, poi, di fronte alle intercettazioni ambientali e alle prove schiaccianti,
cominciano le prime ammissioni. E qui inizia la rappresentazione di un vecchio copione:
ognuno dei due accusa laltro di essere lautore del delitto. Vi ricordate il
caso Bebawi (1)? Lì il gioco funzionò, tanto che i due imputati finirono assolti per
insufficienza di prove. Ma comunque si sviluppi la vicenda
giudiziaria, la strage di Novi Ligure ha impressionato lopinione pubblica come forse
nessun altro caso di cronaca. Ed è comprensibile. Siamo di fronte a una famiglia
assolutamente normale, con una vita assolutamente normale. Una famiglia come le nostre,
una vita come le nostre. Erika è una qualsiasi adolescente, con le inquietudini e i
problemi di tutti gli adolescenti. Una qualsiasi adolescente che un giorno si trasforma in
un mostro e ammazza con sadica ferocia sua madre e suo fratello. E prima di accoltellare
il fratellino ha tentato di avvelenarlo con il topicida comprato in precedenza,
aggiungendo orrore allorrore con la premeditazione. Tutti si chiedono come e perché. Molti
si sforzano di spiegare, di ammonire, di predicare. Tutti diventano maestri circa il
rapporto genitori-figli, circa le dinamiche familiari. E parlano, parlano. Voci si levano
chiedendo il silenzio, per tutelare le due giovani vite nella speranza di recuperarle.
Altri controbattono affermando che non bisogna dimenticare le vittime sacrificali e il
modo orrendo della loro morte. Giornali, radio, televisione, è una gara. Anche gli astrologi si sono scatenati,
i temi sono stati analizzati, ognuno ha trovato segni inquietanti di un destino terribile
inevitabilmente già scritto. Così come opinionisti e psicologi si sono sforzati di
trovare nei turbamenti adolescenziali di Erika i sintomi premonitori del suo delitto, gli
astrologi si sono affannati a trovare nei suo quadro natale gli indicatori della sua
ferocia e i simboli che ne spiegano le ragioni. Eppure, quando ho visto il tema di
Erika comparire sullo schermo del mio computer, mi sono meravigliata per la sua assoluta
normalità. Un tema come tanti, dopo tutto. Un tema come i nostri. |
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PSICOPATICA?
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Ho trovato uno spiraglio in un articolo
di Curzio Maltese sul Venerdì di Repubblica (2): |
Ci sono casi come il delitto
di Novi Ligure, che in apparenza non coinvolgono interessi politici o economici, in cui
vorremmo per una volta fidarci dei media. E sono invece proprio i casi in cui il circo si
rivela come tale. Hanno speculato tutti sul dolore
della famiglia De Nardo. Chi doveva catturare l'audience e chi doveva vendere - copertine
o libri. Hanno frugato nei cassetti e nei sentimenti, pubblicato gli album di famiglia,
mandato in rete la faccia di Erika, per lanciare il nuovo sito, anche se ha soltanto
quindici anni. Si sono accaniti per giorni e settimane roteando microfoni spianati sui
vicini, gli insegnanti, gli amici, i coetanei, perfino sul povero padre, armati dì
domande morbose, stupidamente offensive. Ma senza mala fede, per carità. Per aiutarci a
capire. Grazie. Peccato, non aver capito. E dire che ci hanno venduto mille spiegazioni,
fra uno spot e l'altro. Confesso di aver guardato più questi,
gli spot, dei programmi. E per tutto il tempo ho pensato: guarda quante famiglie come
quella. I De Nardo sembravano proprio la famiglia classica da pubblicità. Tutti e quattro
bellissimi, come da album: papà, mamma, una ragazza e un bambino. Intorno un paradiso di
normalità. Il Padre è un vero padre. Uno che è partito dalla Calabria, si è laureato e
lavorato duro per costruire un famiglia perfetta e proteggerla, chiusa in quella villetta
a schiera come tante altre di una provincia tranquilla, lontano dal male del mondo. La
Madre, sorridente, elegante ma sobria, cattolica, un po' più severa con la femmina, come
tutte le madri cattoliche. Ma aperta, moderna. Tanto da condurre per mano Erika
all'incontro con Paolo Crepet, il rassicurante predicatore televisivo del dialogo
figli-genitori, e farsi fare l'autografo su uno di quei suoi libri su uno di quei libri
simpaticamente ruffiani e semplicisti. I figli, una femmina e un - maschio, come
vorrebbero tutti: intelligenti, belli, sportivi. Lei, Erika, con nome e una faccia da
telefilm: «la più bella della scuola». Lui un bambino dolcissimo, allegro e sensibile,
innamorato della sorella, come scriveva nei temi. Quando hanno trovato i cadaveri di mamma
e bambino, con cento coltellate addosso e il sangue dappertutto, i media,
gli esperti non potevano sbagliare: erano stati gli slavi. E hanno continuato la caccia
alle streghe, senza uno straccio d'indizio. Finché è arrivata la verità a svegliarli,
ma per poco. La verità che Erika è una psicopatica. Nessuno tortura di coltellate tua
madre e fratello perché «non c'è dialogo». Mesi fa il ministro Veronesi l'aveva detto,
in metà delle famiglie italiane c'è un malato di mente. Ma a chi importa? Curare gli
psicopatici è un'attività improduttiva. Meglio non vederla, la follia, come hanno fatto
tutti intorno ad Erika. E come continua a fare l'Italia, una sterminata Novi Ligure, a
settimane dal delitto. 1 greci antichi sapevano che la famiglia più perfetta, in
apparenza, può generare la più totale follia. Ma noi siamo fortunati, invece di Sofocle
abbiamo Crepet, Vespa, Andreoli e Costanzo. «Non siamo capaci di ascoltarli». Già. «Se
invece di guardare sempre la tv, parlassimo con i nostri ragazzi ... ». Massì, certo,
detto da chi passa la vita in tv. Una bella chiacchierata e passa tutto, anche la
schizofrenia. Non sappiamo ascoltarli o non vogliamo curarli? Meglio arricchirsi con
l'industria del luogo comune. |
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Secondo lopinionista di
Repubblica Erika è malata di mente. E psicopatica (3). E secondo me ha ragione. E
ha ragione anche quando afferma che in Italia curare gli psicopatici è unattività
improduttiva. La domanda che tutti si sono fatti è
la stessa. Possibile che nessuno si sia accorto di niente? Che i segnali non
siano stati letti correttamente? Erika era cambiata, negli ultimi mesi,
raccontano le cronache. Litigava con la madre. Voleva più libertà. Aveva avuto problemi
a scuola, tanto che dal liceo scientifico lavevano trasferita a un istituto tecnico.
Si era messa a frequentare la compagnia di Omar, il suo ragazzo, che non godeva di buona
fama in paese. Una compagnia di bulletti tra cui, forse, girava droga. Questultimo
particolare, tuttavia, non è stato confermato dagli inquirenti. Ora, tutto questo può voler dire molto
e può non voler dire nulla. Gli insegnanti, come me, conoscono bene le crisi
adolescenziali. A volte possono essere molto violente e generare conflitti pesanti in
famiglia. Ma nella stragrande maggioranza dei casi si risolvono e si superano senza che
nulla di tragico accada. Fanno parte del processo di crescita. Si contestano i genitori,
ci si mette contro, a volte sembra di odiarli perché per trovare se stessi bisogna
rompere idealmente con loro. Insomma, se tutti gli adolescenti ribelli
accoltellassero i genitori, credo che resteremmo ben in pochi in questo mondo. Nel caso di Erika se nessuno si è
accorto di niente, forse è perché non cera nulla di cui accorgersi. E troppo
facile ragionare con il senno di poi, diciamoci la verità. I cronisti hanno parlato con
diversi degli insegnanti di Erika e nessuno si era mai allarmato più di tanto: la mia
sarà anche solidarietà di categoria, ma sono propensa a credere che i
segnali fossero solo indicatori di una normale crisi adolescenziale. E poi cè un altro punto da tener
presente. Se anche i segnali fossero stati forti, fossero stati letti in
maniera corretta, pensate che si sarebbe potuto fare qualche cosa? Io non credo. So, per
esperienza, che le istituzioni fanno poco o nulla. Magari perché non possono, non voglio
discutere. Ma, come diceva Maltese, in Italia curare gli psicopatici è improduttivo.
Così come è improduttivo arginare il disagio sociale. O preoccuparsi dei ragazzi a
rischio. Lo so bene. Ho avuto due alunni finiti male. Uno è stato un paio danni nel
carcere minorile. Un altro, già maggiorenne, è finito in carcere per tentato stupro.
Ebbene, entrambi questi ragazzi erano stati da me personalmente segnalati ai
servizi sociali come individui a rischio e più volte avevo chiesto agli assistenti di
intervenire presso le famiglie. Il risultato? Zero. Nessuno si è mosso. E le cose sono
andate come sono andate. Sicché dubito che, nel caso di Erika, la situazione sarebbe
stata diversa oltre a tutte le istituzioni sono sempre lentissime a mettersi in
moto e qui siamo di fronte a una vicenda che è esplosa nel giro di pochissimi mesi. |
PROTAGONISTA
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Vorrei incominciare dal vero,
incolpevole e inconsapevole protagonista della storia. Il papà di Erika e di Gianluca.
Francesco De Nardo è piombato in un incubo da cui non si libererà mai più. E un uomo buono, con quella
Venere cancerina congiunta al Sole e lAscendente in Cancro. Dinamico e
intraprendente, con Urano nel primo campo in trigono a Saturno nel quinto, infatti si è
fatto da sé raggiungendo una posizione rispettabile. Tutto collima con quanto raccontano
le cronache. La quarta casa abbraccia la Bilancia e ospita Nettuno che è sì al quadrato
di Urano (aspetto per altro generazionale) ma è anche al trigono di Sole e Venere.
E dunque probabile che Francesco De Nardo amasse molto la famiglia, lavesse
idealizzata, riversasse su di essa tutto il suo amore e le sue aspettative per il futuro. Se vogliamo trovare qualche indizio
della tragedia dobbiamo cercarlo nella posizione di Mercurio in Gemelli,
nellundicesima casa, congiunto allasse dei Nodi e al quadrato di Marte pescino
nel nono campo. E come se il pianeta, nella sua simbologia di figli-adolescente,
avesse in sé il carico di un destino che avrebbe distrutto ogni speranza per il futuro,
ogni progetto per lavvenire di questuomo. Un Mercurio anche particolarmente
forte perché governatore del segno solare e, se vogliamo, anche governatore della quarta
casa che, per poco, nasce in Vergine. Nel quinto campo, su cui appoggia lasse dei
nodi, troviamo anche una bella Luna in trigono a Marte e Saturno che quadra duramente
Plutone e Giove congiunti nel secondo campo. Allo stato attuale delle cose mi viene da
pensare che lingegner De Nardo, dopo aver dovuto azzerare anche la sua personale
scala di valori per la follia della figlia, finirà anche con il dissanguarsi
economicamente per aiutarla e curarla. |
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LE VITTIME
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Susy Cassini De Nardo era una donna
molto graziosa, a giudicare dalle fotografie e da Venere congiunta a Plutone nel primo
campo. Doveva essere anche piuttosto seducente, in quel modo sottile e vagamente ambiguo
che spesso hanno le donne nate sotto il segno della Vergine. Forse non era molto sicura di
sé, ed era alla ricerca di continue certezze, di ancoraggi, come suggerisce il Sole nel
secondo campo che ha lunico sostegno di Mercurio. Ma era anche una donna piuttosto
concentrata su se stessa, sempre tesa a dimostrare agli altri (ma soprattutto a se stessa)
di essere brava, di saper fare le cose a puntino, di essere una buona moglie e una buona
madre. Pratica, concreta, certo molto attenta, tuttavia Susy Cassini doveva avere dei
problemi relazionali legati a una forma di introversione e al timore di dover subire il
giudizio del prossimo. Il problema è leggibile in tutto il tema (Mercurio
debole, Giove afflitto, Nettuno in terza, Luna in settima, undicesima vuota in Gemelli) ma
il conflitto personale più forte è quello espresso da Venere congiunta a Plutone
allAscendente e la Luna aquariana nel settimo campo. Un conflitto tra affettività e
sensibilità, tra il volere per sé e il dare agli altri, tra dovere e libertà: la Luna
aquariana è molto esigente sul piano della libertà personale, ma qui si trova ingabbiata
nel settimo campo (il confronto con gli altri) e presa al laccio dai forti valore Vergine
del tema che costringono a sottomettersi alle regole, a seguire la massa, a stare nel
gregge. Potrebbe essere questa la tensione spirituale che rendeva Susy Cassini così
attenta alle questioni religiose: il disagio psicologico e linsicurezza personale
potevano in effetti spingerla a cercare la tranquillità interiore nei dogmi religiosi.
Dicono le cronache che per un certo tempo si fosse accostata ai Testimoni di Geova per poi
ritornare in seno alla chiesa cattolica. Sembra trasparire dai racconti una certa
intransigenza di fondo, una rigidità che forse non hanno aiutato Susy a gestire la crisi
adolescenziale della figlia. Spesso, quando si è convinti di essere depositari della
Verità, si tende a imporla agli altri senza rispettarne la libertà di scelta gli
integralismi sono sempre molto pericolosi. E interessante notare che il
conflitto innescato dallopposizione tra prima e settima casa va a confluire su
Saturno nel quinto campo e su Nettuno nel terzo che diventano, quindi, due Punti di
Talete. Se Nettuno conferma i problemi di comunicazione e di relazione, Saturno nel quinto
campo parla appunto di una eccessiva rigidità nelleducazione dei figli. Questa, in
realtà, non è una spiegazione: se tutte le madri severe dovessero finire accoltellate e
straziate, staremmo freschi. Ci sono mezzi molto meno cruenti per difendersi dalle madri
oppressive, per fortuna. |
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Il piccolo Gianluca è la vittima più
innocente della follia di Erika. Non intendo soffermarmi sul suo tema, sulla persona che
sarebbe diventata se gli fosse stato permesso di crescere. Segnalo solo come emblematica
la presenza di Marte e Plutone congiunti nel terzo campo (fratelli), al quadrato
dellasse dei nodi. |
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GLI ASSASSINI
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Omar Mauro Favaro ha parzialmente
ammesso le sue responsabilità nel delitto del 21 febbraio. Ha anche dichiarato di essere
stato succube di Erika che gli avrebbe chiesto di accoltellare sua madre come prova
damore. Al di là di ciò che accerteranno gli
inquirenti o che stabilirà il processo, è possibile che nelle affermazioni di Omar ci
sia una buona parte di verità. Nel suo tema, infatti, troviamo una Luna cancerina in
ottavo campo, intensissima quindi, estremamente coinvolgente (non dimentichiamo che Omar
è Toro e la Luna tradizionalmente in questo segno si esalta) per giunta in trigono
proprio con Plutone nel campo dodicesimo e in opposizione a Nettuno nel secondo. Plutone
è anche Punto di Talete. Che lopposizione Luna-Nettuno si giochi lungo lasse
dei nodi è un ulteriore indizio della difficoltà di gestione da parte di Omar di
emozioni talmente forti da renderlo, tutto sommato, molto suggestionabile. Lanalisi
astrologica non esclude affatto la probabilità che il ragazzo si sia lasciato dominare e
manovrare da una figura femminile: in questa ottica potrebbe essere molto interessante
sapere qualche cosa di più circa i rapporti del ragazzo con la madre. Naturalmente tutto ciò è facile a
dirsi a posteriori. Se non sapessimo che cosa è successo, il tema di Omar ci parlerebbe
solo di una sensibilità esasperata, di unaffettività molto intensa e del bisogno
di sentirsi accettato dagli altri. Anche il tema di Erika, dicevo
allinizio, è tutto sommato normale. La Luna è nel quarto campo al trigono di Urano
e quadrata a Giove: parla di una madre molto presente in famiglia, dinamica, attiva,
magari un po ingombrante e forse un po avara (4). Insomma, da
quadro astrale di Erika non compare un rapporto particolarmente conflittuale con la madre,
certo non più di quanto siano normalmente conflittuali i rapporti madre-figlia . Se
sposiamo la tesi della malattia mentale troviamo degli indizi di questa
nellopposizione che il Sole nel quinto campo subisce da parte di Saturno (dissonanza
che confluisce su Giove Punto di Talete nel secondo campo che potrebbe essere segnala di
una schizofrenia che altera la percezione dei valori e della realtà) e
nellopposizione che Plutone in Scorpione invia a Venere e Mercurio congiunti sempre
nel quinto campo. Questa opposizione scarica su Nettuno nel primo campo che diventa,
anchesso, Punto di Talete e potrebbe indicare il bisogno di esprimersi e realizzarsi
affettivamente in tensione con la smania di protagonismo che finisce con il provocare
confusione psichica. Ora se andiamo a leggere la definizione
di schizofrenia proposta dal Dizionario Enciclopedico (5) possiamo associare Nettuno nel
primo campo alla disgregazione della personalità psichica e Giove nel secondo
allarbitrarietà dei meccanismi associativi nel senso che i valori sono
assolutamente personali e legati alle necessità vitali del soggetto. Lo schizofrenico è incapace di
diversificare emotivamente e affettivamente il valore delle proprie azioni: mangiare un
gelato o strangolare il gatto di casa per il malato possono avere il medesimo impatto
emotivo. Naturalmente spetterà ai periti
stabilire se Erika è malata di mente o no, sarà comunque interessante seguire le
conclusioni delle perizie. Se tutto ciò che ho ipotizzato è vero
e ha un senso, la posizione di Marte in Scorpione e nel dodicesimo campo acquista un peso
maggiore e un significato più pregnante. Nel tema di Erika il pianeta è anche isolato,
segno che laggressività può sfuggire a ogni controllo. La posizione di Marte in
Scorpione è comunque di per sé una posizione delicata: lho osservato in molte
persone e debbo confessare che spesso si accompagna a forme più o meno palesi di
cattiveria. E tipico di chi, a torto o a ragione, ama ferire il prossimo. In una
personalità malata, in una psiche disgregata, può diventare effettivamente alquanto
pericoloso. |
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QUELLA SERA
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Sarebbe interessante commentare tutti i
temi alla luce delle tecniche di lettura degli eventi a nostra disposizione. Ma
diventerebbe alquanto oneroso per chi legge. Mi limiterò quindi a una breve
osservazione del tema di Erika. Sappiamo dalle cronache che la crisi di Erika era recente,
questione di mesi. Il quadro astrale della ragazza è caratterizzato in questo periodo da
due transiti importanti: Nettuno in Aquario quadra il Sole e va ad avvalorare
lipotesi di una disgregazione psichica e di una perdita di valori dal momento che
Nettuno transita nel secondo campo; Saturno transita nel sesto campo e va a opporsi a
Marte nel dodicesimo fomentando il desiderio di ribellione che, a sua volta, distrugge la
percezione della realtà. Come dicevo allinizio i fatti di
Novi Ligure hanno avuto un impatto molto violento sullopinione pubblica. Ci siamo
sentiti tutti coinvolti, chiamati in causa personalmente. Perché i De Nardo erano una
famiglia normale, con una vita normale, come le nostre. Se è capitato a loro, poteva
capitare anche a ognuno di noi. Di qui, forse, il bisogno di spiegare, di capire, di darsi
delle ragioni. Tutto ciò è umanissimo, naturalmente. Come astrologa ho cercato di dare
un contributo con una possibile rilettura della vicenda. Personalmente, tuttavia, non
credo che ci siano poi molte ragioni da trovare, tante cause da esaminare, insomma, non
più di tanto. E una cosa che è capitata. Imprevedibile, terribile, assurda. |
marzo 2001
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Il 21 febbraio 2001,
alle 20.30 circa a Novi Ligure [MET (GMT-1) 44N46 8E47], Erika De Nardo con il suo
fidanzatino Omar Mauro Favaro, uccide la madre Susy Cassini e il fratellino Gianluca con
97 coltellate. I due ragazzi
simulano una rapina ad opera di slavi e la ragazza traccia gli identikit dei
presunti aggressori, ma nel giro di poche ora gli inquirenti smontano ogni teorema e
arrestano i due.
Francesco De
Nardo (padre), Maida CZ, 19 giugno 1956, 6 Fonte:
Anagrafe. MET (GMT-1) 38N51 16E22. Classificazione: AA Susy Cassini
De Nardo (madre), Novi Ligure AL, 15 settembre 1959, 4 MET (GMT-1)
44N46 8E47. Classificazione: AA Erika De Nardo, Novi Ligure AL, 28
aprile 1984, 22.45 Fonte:
Anagrafe. MEDT (GMT-2)
44N46 8E47 Classificazione:
AA Gianluca De
Nardo, Novi Ligure AL, 27 novembre 1989, 23.50 Fonte:
Anagrafe. MET (GMT-1) 44N46 8E47 Classificazione: AA Omar Mauro
Favaro, Novi Ligure AL, 15 maggio 1983, 19. 05 Fonte:
Anagrafe. MEDT (GMT-2) 44N46 8E47 Classificazione: AA |
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(1) Claire e Youssef Bebawi, due ricchi
coniugi egiziani, furono processati con laccusa di aver assassinato lamante di
lei, Farouk Chourbagi nel gennaio del 1964. Ognuno dei due accusò laltro di essere
lunico esecutore del delitto e i due furono assolti per insufficienza di prove in
primo appello. In secondo appello furono condannati a 22 anni di carcere, ma nel frattempo
erano fuggiti dallItalia e sono rimasti impuniti. |
(2) Erika e la fuga dalla verità, in
Contromano di Curzio Maltese, Venerdì di Repubblica n. 678, 16 marzo 2001 |
(3) Personalità psicopatiche:
Costituiscono, fra le personalità anomale, quelle con anomalie patologiche stabili e che
sono dannose per lindividuo stesso o per la società (Definizione tratta dal
Dizionario Enciclopedico Italiano, v. IX, pag. 901) |
(4) E utile ricordare che le
figure parentali sono descritte dai simboli astrologici così come vengono vissute
soggettivamente dai figli. |
(5) Schizofrenia: Termine, coniato da
E. Bleuler, che nel suo significato letterale di psicosi dissociativa fa riferimento alla
caratteristica essenziale di un vasto gruppo di psicosi il cui fenomeno psicopatologico
fondamentale è costituito da un processo di disgregazione (dissociazione)della personalità psichica; questo
processo si traduce in gravi disturbi della strutturazione del pensiero, della dinamica
affettiva e dell'apprezzamento dei rapporti tra Io e ambiente circostante. Il
concetto bleuleriano di schizofrenia corrisponde a quello kraepeliniano di demenza precoce, ma ne differisce per la
maggiore ampiezza,. racchiudendo, per fare un esempio, anche le forme a inizio tardivo -
del quinto decennio - e soprattutto perché pur ammettendo, per la maggioranza dei casi la
cronicizzazione, non postula in modo obbligatorio l'esito in demenza. |
Il disturbo fondamentale dai pensiero,
o primario per usare il termine esatto proposto da Bleuler, consiste nell'arbitrarietà
dei meccanismi associativi e sembra riportabile all'elisione di alcuni legami, allo
spostamento di quelli conservati e alla creazione di nuovi: il pensiero appare strutturato
in maniera vaga per l'assenza, o almeno per la particolare labilità di un orientamento
direttivo, ed è altresì caratterizzato da un ricorso a simboli che prescindono
dall'abituale logica e il cui significato, quale sia dimostrabile, può essere individuato
solo con un'analisi che raggiunga gli strati più profondi della psiche del soggetto.
Nella dinamica affettiva, oltre a uno isterilimento più o meno diffuso, si nota una
disarmonica integrazione dei vari sentimenti; appare sensibilmente ridotta la capacità a
un'adeguata modulazione dei vari sentimenti, che finiscono con l'apparire rigidi e goffi e
viziati da una sproporzione tra l'intensità degli stimoli e quella delle reazioni: queste
ultime spesso appaiono qualitativamente abnormi, come se le correnti affettive venissero
distorte e immesse in canali privi di un qualsiasi rapporto con le motivazioni che le
hanno originate. (Dizionario Enciclopedico Italiano, vol. X, pagg. 936, 937) |
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