MODELLI PLANETARI (appunti e
considerazioni) |
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I
modelli planetari sono un tentativo di codificare il ritmo pieno-vuoto allinterno
del cerchio zodiacale. Si parte da una distribuzione discontinua di pianeti lungo lo
zodiaco e si cerca di riconoscervi una forma seguendo delle regole. |
Il più delle volte
è facilmente riconoscibile il modello planetario, altre volte sembra sfuggire a una
classificazione ben precisa. E importante sottolineare il fatto che il modello si
estrapola dalla distribuzione discontinua dei pianeti e pertanto è un primo tentativo di
interpretazione/organizzazione. Lo si potrebbe definire un esame percettivo globale
del TN. |
Dal momento che la definizione di
un modello riguarda sempre la disposizione dello spazio occupato da quello non occupato
dai pianeti, potremmo dire che vi è qualcosa che riconduce a un ritmo: pieno-vuoto,
luce-buio, yang-yin, ecc... ovvero una base binaria che ritroviamo ad esempio anche negli
otto trigrammi cinesi che esprimono un mutamento stagionale. |
Ovviamente lambito di
significato è diverso, tuttavia il modo attraverso cui si trae uninformazione ha
una sua grande importanza: il significato che si attribuisce a un dato modello sarà
riconducibile a uno schema dialettico. |
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Esaminando
la struttura geometrica degli otto Modelli Planetari è subito evidente la somiglianza di
alcuni di essi, mentre per altri lo è di meno. Tuttavia a un esame più approfondito si
nota che è possibile raggruppare gli otto modelli in questo modo, poi spiegherò il
perché: |
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1) Spruzzato - Treppiede |
2) Clessidra - Secchio - Ventaglio |
3) Cuneo - Locomotiva - Tazza |
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Si provi ad immaginare la forma
tipica di questi modelli e si faccia un esperimento: tracciare allesterno del
cerchio zodiacale il contorno di ogni modello. Si vede subito che per il Cuneo, Locomotiva
e Tazza si può tracciare senza staccare la penna dal foglio, mentre per Clessidra,
Secchio e Ventaglio bisogna staccare necessariamente la penna una volta. Per il Treppiede
bisogna staccare la penna dal foglio due volte. |
Se si immagina di invertire il
modello come in un negativo fotografico si ottiene un modello riconducibile allo stesso
gruppo, ovviamente. Il negativo del treppiede è uno Spruzzato e pertanto considero lo
Spruzzato un modello simile al treppiede (anche se per tracciare il modello Spruzzato non
sarebbe necessario staccare la penna dal foglio). Stesso discorso per tutti gli altri
modelli appartenenti ad un dato gruppo. |
Come già detto
lidentificazione di un modello presuppone che i pianeti facciano parte di un
raggruppamento (allinterno del modello) se distanti tra loro meno di 60°; la
distanza di 60° viene presa quindi come riferimento base per decidere la forma del
modello (che di per sé sarebbe costituito da punti più o meno distaccati e discontinui).
Una volta ottenuto il modello si può ragionare nei termini suddetti; la proprietà che
caratterizza i modelli di uno stesso gruppo si potrebbe chiamare equivalenza topologica,
in altre parole si può trasformare luno nellaltro attraverso una deformazione
continua senza spezzarlo. Non è possibile quindi trasformare una Tazza in un Secchio
(o viceversa un Secchio in una Tazza) senza spezzare (o fondere) il disegno del modello. |
Ciò ha a che fare con la relazione
che si viene a creare tra i vari modelli, che sarà caratterizzata dalla perdita di
qualcosa; questo viene simboleggiato dal fatto che mentre un modello del 1° gruppo ha sei
lati, uno del 2° ne ha quattro e uno del 3° due: non si possono associare in maniera
biunivoca i bordi o lati di due modelli di gruppi diversi. Per fare un esempio,
se si vuole associare Clessidra con Cuneo si può trovare sempre una relazione che li
unisce, ma lasciando fuori qualcosa della Clessidra, oppure operando una scissione
nel Cuneo... sempre a livello simbolico interpretativo si potrebbe intuire che questa
scissione sarebbe più facile nella Locomotiva perché il modello è più
disperso. |
Si può dire in definitiva che una
relazione tra due modelli diversi implica sempre uno sforzo aggiuntivo:
una cancellazione o repressione nel caso appartengano a gruppi diversi, una deformazione o
adattamento se appartengono allo stesso gruppo. |
La suddetta caratterizzazione dei
modelli riguarda soprattutto le modalità di relazione e, in seconda istanza, la loro
modalità di espressione. La modalità di espressione principale, cioè il segno
caratteriale che il modello rappresenta è infatti legato a considerazioni simboliche di
natura differente. |
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La scelta dei corpi celesti da
utilizzare nellanalisi astrologica è un fattore personale. Nellanalisi
del modello è però importante una considerazione metodologica. Il modello non
è il TN e tanto meno la realtà, ed è utile fino a quando
diventa inutile, quando
cioè perde la possibilità di discriminare. |
Lo Spruzzato a mio avviso
rappresenta il confine di utilità di questo metodo e nello stesso tempo anche il
confine della sua complessità. In effetti si potrebbe dire che lo spruzzato
raccoglie in sé tutte le possibilità che non sono espresse dagli altri sette modelli, il
che NON significa che è informe, ma che è straordinariamente ricco e
complesso; in esso infatti si possono riconoscere una quantità di forme diverse
contemporaneamente. |
Se avessimo solo 5 pianeti
Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte teoricamente non esisterebbe un modello
Spruzzato. Con le regole utilizzate di solito (2 pianeti si considerano raggruppati se
distano meno di 60°) avremmo solamente i restanti 7 modelli. E chiaro che il numero
di corpi cesti utilizzato è un fattore critico e in genere sarebbe meglio
focalizzarsi sui pianeti e tralasciare (in questo tipo di analisi) ciò che
pianeta non è. |
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Quale potrebbe essere la parola
chiave di ciascun gruppo? |
Personalmente vedo il primo gruppo
come unevoluzione progressiva e lineare del Cuneo; monolitico,
penetrante, invadente, fagocitante sono parole chiave
che associo alla trasformazione da Cuneo a Locomotiva. |
Nel secondo gruppo si evidenzia un
elemento dialettico contrapposto più o meno a un blocco; penso a dialettica,
integrazione, equilibrio, consapevolezza,
distacco come parole chiave. Per questo gruppo immagino unevoluzione non
lineare: una cuspide, una biforcazione... mentre nel primo gruppo vi è ununica
linea evolutiva dal Cuneo alla Locomotiva (o viceversa), nel secondo i due raggruppamenti
si evolvono diversamente dando origine alle tre possibilità. Due di queste sono
rappresentate da modelli in cui un raggruppamento è costituito a volte da un singolo
punto. Si può supporre che il modello Clessidra rappresenti il fulcro del processo
evolutivo tipico di questo gruppo di modelli, ovvero il punto in cui le due linee
evolutive si incrociano e da cui si biforcano: non è solo equilibrio ma soprattutto mediazione
ciò che esprime simbolicamente questo modello. Gli altri modelli di questo gruppo
esprimono a mio avviso una ricerca più che un effettivo manifestarsi
dellequilibrio: la loro disposizione spaziale non omogenea indica una certa
instabilità e una tendenza evolutiva più spiccata rispetto alla Clessidra.
Lequilibro che esprime la Clessidra è infatti sempre potenzialmente instabile e
sensibilissimo alle sollecitazioni esterne, pertanto queste cercheranno di essere evitate
il più possibile. |
A titolo di speculazione il
concetto di biforcazione e divergenza è evocato dalla rappresentazione grafica Y tipica
del modello a Ventaglio, che si troverà anche nel modello Treppiede, con una simbologia
apparentemente simile, ma essenzialmente diversa. Vi è nel Ventaglio una ricerca di
equilibrio senza nette contrapposizioni, mentre il modello a Secchio sembra evocare un contrasto
inconciliabile, la lotta tra Davide e Golia
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Nel terzo gruppo abbiamo due membri
molto particolari. |
Da un lato abbiamo il Treppiede:
una configurazione molto ordinata ed equilibrata senza tensioni dirette. Sembra che questa
configurazione rappresenti un equilibrio stabile nel tempo, che risponde alle
sollecitazioni esterne grazie allequa distribuzione delle forze che gli permettono
di ri-creare una nuova situazione di equilibrio. Anche qui troviamo la configurazione a Y;
sembra voglia indicare però un processo di convergenza e di centratura (a
differenza del Ventaglio che a mio avviso indica una potenziale dispersione e instabilità
). |
Il modello Spruzzato
invece può essere linizio o la fine di ogni evoluzione degli altri sette
modelli. Un qualsiasi modello può derivare dallo Spruzzato se se ne spezza la
continuità, viceversa ogni modello può ritornarvi dilatandosi e fondendosi. |
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