LILITH NEL NOSTRO TEMPO


di Giovanni D’Angelo

(testo originale in spagnolo, traduzione di Ugo Dolcemascolo

 

Pubblicato nel n. 128 di LINGUAGGIO ASTRALE

 

 

Senza dubbio, ogni volta che si scopre un nuovo pianeta nel nostro sistema solare, è come se si aprisse il vaso di Pandora che riversa il suo contenuto sulla società. E un’ondata d’energia, percepibile dai movimenti di massa, tende a mutare la struttura sociale e le ideologie imperanti al momento. Si tratta di mutamenti non direttamente avvertiti in superficie ma, come semi di rinnovamento, attecchiscono innanzitutto nella mente inconscia, per risorgere successivamente alla luce della coscienza, fino ad imporsi con un nuovo ordine d’idee.

Tutti questi cambiamenti vengono a modificare, a volte in maniera drastica, i nostri valori e stili di vita. Basti citare ad esempio la scoperta di Urano, nel 1781, e rivedere storicamente i sovvertimenti tumultuosi dell’epoca, tra i quali la rivoluzione francese che crea la consegna rimasta da allora la più pregna di significati universali: Libertà, Eguaglianza, Fraternità. E non ci poteva essere niente di più rappresentativo in questa consegna, fondamentale nei principi che trattiamo nell’interpretare Urano.

 

Se pensiamo allora a tutte le scoperte astronomiche di nuovi elementi nel nostro sistema solare in quest’ultimo secolo XX, quante modifiche al complesso dei nostri valori sociali potremmo riconoscere in questo periodo? Quanti archetipi staremmo integrando nella nostra coscienza se consideriamo che ogni pianeta o corpo celeste ne é portatore di uno? Se penso a questo non mi sorprende osservare i drastici cambiamenti che abbiamo visto in quest’ultimo secolo, che a volte ci hanno sommerso nella più completa confusione, facendoci riconsiderare la maggior parte dei nostri valori, e spingendoci a provare usi e costumi diversi che ci aprono a nuove esperienze, successivamente analizzate o anche criticate, ma con molta più tolleranza di quanto non si potesse immaginare cento anni fa.

Queste nuove esperienze possono davvero arricchire di molto lo spirito umano, ma, ripeto, questo cambio di valori ci lascia anche in uno stato di confusione che spesso disorienta, e perdendo l’orientamento possiamo facilmente sentire di essere allo sbaraglio. É in queste circostanze che ci fermiamo a riflettere per cercare un punto di luce che ci illumini e che ci aiuti a capire come uscire dal caos imperante. Ed é proprio questa ricerca che ci fa arrivare ad una nuova comprensione e ci permette di concludere il processo di rinnovamento dei vecchi valori.

Questa é la dinamica che ci fa vivere l’archetipo di Lilith, cominciato ad emergere dal nostro inconscio da quando iniziammo a studiarlo nel secolo scorso. Entrando in questa dinamica, Lilith ci apre ad esperienze nuove, ci invita a spezzare i tabú che ci bloccano, ci fa vivere esperienze di qualsiasi tipo con grande intensitá e senza porci limiti, ci permette di arrivare tanto lontano quanto vogliamo, fino a perderci nel buio ai confini dell’ignoto. In quel momento, non ci resta che cercare l’aiuto misericordioso di qualcuno capace di ridarci la luce e di riportarci all’ordine.

 

A riguardo di Lilith o Luna Nera a livello astronomico, non possiamo parlare di una scoperta come tale, ma dobbiamo pensare piuttosto che la sua definizione sia maturata gradualmente nel tempo. Ed anche se ha fatto la sua comparsa nel dinamico secolo XX, ci dovremmo riportare indietro nel tempo, fino all’anno 1846, per cominciare a capire come é emersa ed interpretare anche un po’ della sua natura. In quell’anno si é scoperto il pianeta Nettuno, alla cui natura astrologica si attribuiscono gli idealismi, le fantasie, le illusioni e l’irreale. Ma ci porta anche ad un avvicinamento col divino, ci inclina alla compassione e ci dona intuizione.

“Casualmente”, in quello stesso anno, un astronomo francese, direttore dell’osservatorio di Toulouse, dichiarava di aver scoperto una seconda luna attorno all’orbita della terra, cosí piccola e veloce che difficilmente la si poteva scorgere. Questa dichiarazione non è mai stata confermata da altri astronomi, ma é stato il seme che ha fatto nascere il mito della Luna Nera. Nel corso degli anni ci sono stati altri presunti avvistamenti mai confermati; il piu popolare di questi fu quello dell’astronomo Georg Waltemath che diede addirittura elementi di orbita per calcolare la sua posizione. Anche questa volta non fu possibile confermare l’esistenza del secondo satellite naturale della terra, che s’affermò nella conoscenza popolare col nome di Luna Nera, perché sfuggiva alla vista degli astronomi. Ma nel 1918 l’astrologo inglese Sepharial publicó delle effemeridi di questa Luna Nera, basate sugli stessi dati astronomici forniti da Waltemath, suggerendo di darle il mitico nome di Lilith.

La Luna Nera, che Sepharial specificava dettagliatamente nella sua forma e caratteristica, era impossibile che esistesse per una incongruenza nei dati astronomici. E di conseguenza non ha avuto sufficiente accettazione dalla maggior parte degli astrologi del tempo. Venne poi Dom Neroman, astrologo francese, a proporre di utilizzare il nome di Luna Nera ed il relativo mito di Lilith, per definire un punto nello spazio generato dall’orbita della Luna attorno alla terra. Cosí Neroman, agli inizi degli anni ‘30, diede un nome al fuoco vuoto dell’orbita ellittica della Luna intorno alla terra: Lilith o Luna Nera. Nel 1930 Clyde Tombaugh scopriva il pianeta Plutone.

 

Vi é stata una discussione tra alcuni astrologi per decidere se era più appropiato definire questo punto nel secondo fuoco dell’orbita lunare o nel suo apogeo. L’ellisse dell’orbita lunare ha un’asse nel quale si trovano allineati i due fuochi, quello vuoto e quello occupato dalla terra, il perigeo o punto dell’orbita lunare piu vicino alla terra, e l’apogeo, il punto piu lontano dalla terra. Quindi, visti dalla terra, tanto il secondo fuoco vuoto quanto l’apogeo occupano la stessa posizione. Allora, considerando che entrambi i punti visti dalla terra sono coincidenti, potremmo ovviare a questo piccolo dettaglio.

É alquanto curioso che la lunga storia della definizione della Luna Nera copra un lasso di tempo compreso tra la scoperta di Nettuno e quella di Plutone, pianeti detti “trascendentali” poiché toccano funzioni che vanno oltre il livello personale o sociale. Difatti, Lilith ci spinge a trascendere diversi aspetti della nostra vita. E ancora di più, Lilith ci aiuta a superare i limiti della nostra coscienza personale. Tutto ciò che abbiamo vissuto in questo secolo XX, ovverossia le grandi conquiste che lo sviluppo tecnologico ci ha consentito in tutti i campi e la conseguente rivoluzione nelle abitudini e tradizioni, la maggiore libertà e permissività, ed un ampliamento nelle conoscenze e nella visione della vita: tutto questo fa parte dell’archetipo di Lilith. Anche la libertà che ci siamo presi nell’usare indiscriminatamente gli strumenti del nostro sviluppo tecnologico, e che ci permettono di scoprire il lato negativo di forze che, in sé, non hanno la qualita di essere negative o positive; anche questo fa parte dell’archetipo di Lilith. E forse stiamo solo cominciando a conoscere il lato oscuro di noi stessi per via di questa sfrenata libertà.

Ribellione, permissività, intensità; illusione, inganno e perdita dell’innocenza; sono solo alcune parole chiave per riconoscere la natura di Lilith.

Può essere molto difficile, in mezzo a tanti archetipi apparsi in questo XX secolo, decantare quello puro di Lilith. Ma uno degli aspetti più caratteristici é quello della difesa della femminilità, che si riflette nella storia mitologica della ribellione di Lilith al suo primo compagno Adamo e a Dio stesso. Questo é un modo di raccontare la contestazione della donna contro gli abusi del patriarcato.

Lilith, secondo uno dei suoi miti, come prima moglie di Adamo non accettò di sottomettersi passivamente alle esigenze del suo uomo, e reclamò presso Dio l’uguaglianza dei diritti. Ma Dio non diede ascolto alle proteste di Lilith che, sentendosi offesa e umiliata, abbandonò il giardino dell’Eden per difendere la propria libertà. Fuggendo dal Paradiso fa capire che preferisce restare sola, piuttosto che vivere sottomessa, pur dovendo scegliere il posto più isolato della terra, unendosi al diavolo e rinunciando a vivere nella luce.

 

Cosi comincia a manifestarsi la polarità tra bene e male, tra due forze primordiali, quella positiva e quella negativa, Yang e Yin, maschile e femminile. Ma ai nostri tempi, appena riappare Lilith, il lato femminile riacquista la sua forza. La lotta per i diritti della donna, non a caso, fa i primi passi nel XIX secolo, ed ha preso forza in pieno secolo XX. Un grande sforzo che ha raggiunto molti obiettivi ed ha aiutato ad equilibrare le relazioni tra uomo e donna, ma che sfortunatamente non ha saputo evitare la trappola del malinteso. Le esigenze di uguaglianza hanno portato la donna a vivere la stessa dinamica di vita dell’uomo, facendo scomparire un’importante funzione che la donna disimpegnava. E così siamo stati indotti nell’errore di vivere la negazione della femminilità più che il riconoscimento della sua essenza fondamentale. Alla fine, ci rendiamo conto che dobbiamo rettificare, e far risorgere un vecchio concetto della femminilità che le attribuisca il giusto valore, piu consono ai tempi attuali, ma pur sempre difendendo la sua funzione essenziale.

Questa é solo una delle esperienze che abbiamo vissuto di questi tempi, da quando é cominciato a risorgere il mito di Lilith. E dobbiamo riflettere sull’essenza di questa esperienza che Lilith ci ha invitato a vivere. In qualsiasi settore di vita ci si presenti, troveremo uno stesso modo di esprimerci. La tentazione di vivere un’esperienza nuova, la ribellione e la lotta che dobbiamo intraprendere per rompere quegli schemi prefissati che ci costringono e ci limitano, la conseguente conquista della libertà ed il raggiungimento dell’obiettivo, seppure attraverso la negazione di quello che vogliamo raggiungere; ed infine, cercare di rettificare integrando l’ombra con la coscienza per poi trascendere il tutto. Qualsiasi tema vogliamo sperimentare sotto le ali di Lilith, lo vivremo in questo modo.

 

Lasciarci sedurre dalle tentazioni di Lilith, ovviamente, spinge molte volte ad esperienze drammatiche. Perché ci obbliga a vivere la negazione di ciò che vogliamo raggiungere e ci fa conoscere l’ombra che é in noi. E per questo motivo la associamo al male. Ed abbiamo una resistenza innata ad accettare il male con tutte le sue connotazioni di sofferenza, perdita, senso di solitudine ed isolamento. Ma non possiamo disconoscere la parte oscura della vita, limitarci a conoscere una faccia della moneta e pretendere di ignorarne l’altra. La trascendenza si raggiunge nell’integrazione degli opposti e questo include qualsiasi coppia di opposti, anche quella del bene e del male.

Alla fine, ci rendiamo conto che in realtà Lilith ci spinge alla trascendenza. La sua funzione é quella di farci uscire da uno stato di immacolata innocenza per riportarci ad uno stato di piena coscienza. I mezzi per raggiungere questo scopo possono essere di qualsiasi tipo. L’importante é poter rompere i tabú che impediscono questo processo. Aprendoci gradualmente alla tolleranza, alla permissività, senza porci limiti, passiamo attraverso la schiavitú dell’illusorio per poi rompere il velo e raggiungere la Realtá.

 

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