LA LEGGE DEL CUORE


di Nazzarena Marchegiani

 

 

“L’essenziale è invisibile agli occhi,

 non si vede bene che con il cuore”

(P.Cimatti)

 

 

E’ fuori dubbio che l’odierno stile di vita è caratterizzato da un risucchio verso la periferia e così il contatto con gli strati profondi della persona è compromesso. Il centro di gravitazione tende a spostarsi verso gli strati che ci rappresentiamo come superiori, vale a dire la ragione che pensa con chiarezza logica e la volontà intenzionale. Questo spostamento va a spese del contatto con gli strati più profondi, cioè quelli dell’esperienza vitale e dell’intuizione.

Se è vero che la fase evolutiva dell’umanità oggi ha corrispondenza con la casa VI, è altrettanto vero che la VII – esaltazione di Saturno – in un certo senso non fa altro che mettere in risalto la tendenza all’attività frenetica e alla realizzazione personale nelle prestazioni intellettuali e volitive; e tutto ciò si traduce in un particolare rapporto con il corpo. L’uomo si spoglia della sua umanità e si veste di una corazza interiore che lo fa assomigliare più che altro ad un robot. Sembra, se così si può dire, “telecomandato”: recepisce impulsi razionali ed esegue i comandi di una società che, vista dall’ottica materialistica, è senz’altro un “centro vitale”.

Artificiosa e febbrile, la vita dell’uomo di oggi, quindi, spesso soffoca in lui ogni attitudine contemplativa e lo abitua ad un atteggiamento funzionalistico ed efficientistico verso le cose. Lo storico d’arte Hans Sedlmayr ricava conclusioni relative alla profondità del mondo spirituale prendendo in esame diverse opere d’arte eseguite nell’arco di tempo che va dalla fine del XVIII secolo alla metà del nostro secolo. Nell’architettura, nella scultura e nella pittura le forme che recano il contrassegno del moderno dell’arte hanno come tratto caratteristico la “perdita del centro”. La spiccata predilezione per tutto ciò che è inorganico, la tendenza ad eliminare la diversità tra “sopra” e “sotto” ecc., attestano che complessivamente l’arte si allontana dal centro e diviene “eccentrica”; siccome l’uomo ha perduto il proprio centro, l’arte quindi si allontana dall’uomo.

La perdita del centro come caratteristica dello spirito del nostro tempo può essere diagnosticata non solo in base alle opere d’arte, ma anche con altri strumenti delle scienze dell’uomo. Ad esempio ritroviamo il quadro dell’uomo decentrato nella personalità dell’abitante delle grandi città. La tensione data dalla lotta per l’affermazione della propria individualità è causa di un decentramento non solo spirituale ma anche psicologico, a cui sono legate varie forme di malessere. E ponendo un po’ più di attenzione ai vari malesseri dell’umanità, noteremmo che in tutti i campi (politico, economico, sociale, ecc.) i problemi sorgono perché il prendere è il fine principale di quell’orientamento egoistico che la maggior parte delle persone scelgono. La società odierna può paragonarsi tranquillamente ad uno squallido libro contabile dove l’avere supera di gran lunga il dare.

 

“Il vecchio deve morire” dicevano i cristiani, ed il “vecchio” non è altro che l’idea egoistica che tutto il mondo sia fatto per il nostro piacere. Oggi più di ieri, l’egoismo sembra essere dunque l’interprete principale della commedia umana.

 

Come la natura insegna, il seme dell’amore, in potenza in ogni individuo, potrà mettere radici solo nel terreno fertile, ben lavorato e crescere poi, senza pudori, e maturare sino a diventare nutrimento per gli affamati. Ma come suscitare nell’uomo questa consapevolezza? La scuola della vita rivela indubbiamente aspetti misteriosi in questo senso: uno di questi, ad esempio, è la morte.

Spesso è proprio di fronte a questa realtà (casa VIII), che l’essere umano si mette infatti alla ricerca del significato più profondo che gli è nascosto e cioè a prendere coscienza del suo essere al mondo. In una fase successiva si innesca poi l’idea del “viaggio” in senso sia metaforico che pratico (casa IX) ed è in questa sede che in punta di piedi appare anche il “giovane” Nettuno. Ecco allora che il Saturno dell’esteriorità pian piano si trasforma in una “legge” più intima, più personale (casa X), per essere espresso “rinnovato” in casa XI fino a raggiungere nella XII e ultima casa dello Zodiaco una ben solida integrazione per poter rispondere, senza rischi, alle richieste nettuniane.

 

 

CUORE E COSCIENZA

 

Il cuore è l’organo muscolare propulsore del sangue dei vertebrati cranioti; è quindi il centro motore dell’apparato circolatorio. Ma sin dai tempi antichissimi è anche considerato il centro della vita spirituale e affettiva dell’uomo. Il cuore è perciò comunemente inteso come la sede dei vari moti dell’animo: sede del sentimento interiore, del desiderio, della volontà, della forza d’animo, ed è anche inteso come sede del sentimento morale, della coscienza.

Anche nel Vecchio Testamento la realtà della coscienza morale spesso viene espressa con il termine “leb” (cuore). Il cuore è il luogo dove si interiorizza la Parola divina ed infatti la coscienza si configura come Parola di Dio all’uomo e risposta dell’uomo a Dio. Anche se nei Vangeli manca il termine “coscienza”, possiamo notare la contrapposizione del Cristo al legalismo farisaico (Saturno esteriore) a favore di una più intima esigenza: quella di un’etica del cuore (Saturno interiore); non solo, ma basti pensare al profondo processo di interiorizzazione cui viene sottoposta la vita morale nell’insegnamento di Cristo per intuirne l’equivalenza.

La prima esperienza che l’uomo ha della legge è comunque costituita proprio da quel complesso di prescrizioni o divieti che egli incontra nel suo ambiente sociale (legge civile). Ma, come ogni essere, l’uomo trova le prime indicazioni dell’agire nella sua natura (legge naturale). C’è da chiedersi allora che cosa sia mai la legge morale… In linea di massima essa rappresenta l’insieme delle norme indicative del comportamento umano in quanto queste norme esprimono i valori a cui l’uomo intende ispirare le proprie scelte. Ad un certo punto della sua evoluzione, però, egli non vuole più solo eseguire l’indicazione pervenutagli dall’esterno, ma vuole anche capire… e quindi passa all’idea di legge come espressione, non solo delle proprie esigenze interiori, ma anche come apertura verso una propria autonomia. Cosicché legge scritta e coscienza sono complementari: la coscienza non è vera se non tiene conto della legge e la legge non può far valere la propria capacità obbligante sul piano morale, se non è filtrata dalla coscienza. E’ dunque la consapevolezza con cui si trasgredisce la legge che ci rende colpevoli e non la trasgressione in per se stessa.

Tutto ciò ci riporta alle tavole mosaiche: i comandamenti scritti su pietra rappresentano appunto la legge che si fonda su solide basi (struttura di Saturno), ma se l’uomo vuole migliorare ancor più intimamente, essa (la legge) deve essere compresa e non eseguita alla lettera, ossia ciecamente. Percepire intensamente nel cuore una vera e propria consapevolezza è quindi essenziale allo sviluppo interiore dell’uomo; solo così l’individuo potrà andare al di là di se stesso e diventare, nel contempo, una stella che brilla di luce propria… per analogia simile al sole: il sole raggiunge tutte le creature con i suoi raggi benefici e nonostante l’infinita distanza esso si dilata al punto da arrivare ovunque ce ne sia bisogno irradiando la propria luce dal centro verso la periferia.

 

 

IL CENTRO CARDIACO

 

Come già accennato, è in XI casa che troviamo un Saturno rinnovato: è qui che la legge del padre viene superata ed integrata della passionalità tipica della casa V.

Si è detto dunque che tutto il creato riceve sostentamento dai raggi solari: carichi di energia essi depositano velocemente i loro benefici ovunque e poi, altrettanto in fretta, ritornano al centro. La stessa circolazione la troviamo all’interno del corpo umano: per mezzo del cuore, il sistema venoso e arterioso trasporta il sangue (la sopravvivenza) a tutta la periferia del corpo fisico. Nel tragitto di ritorno il sangue perde le sue caratteristiche originarie, ma acquisisce nuove qualità atte a provocare nuove benefiche reazioni. Mentre il cuore è il centro motore dell’uomo, il sole è il centro motore dell’universo. Non solo, ma secondo gli antichi egizi il sole è la porta di accesso al mondo spirituale; attraverso essa, quindi, avviene una trasformazione a livello energetico: l’energia fisica si tramuta in energia molto più sottile come accade nei processi alchemici.

Se vogliamo, anche il cuore ha la stessa prerogativa: l’uomo che riesce a prendere intimamente coscienza di sé, ad identificarsi come parte del divino e a credere realmente di non essere solo il proprio corpo, riflette tutto questo sotto forma di intelligenza, di amore e di nobiltà. In natura assistiamo di continuo, anche se inconsapevolmente, a trasformazioni similari. Il processo di evaporazione dell’acqua ne è un esempio tipico: l’acqua, tramutatasi in vapore, ritorna poi alla terra sotto forma di pioggia salutare per continuare il suo ciclo all’infinito. La natura ci insegna anche che niente va perduto! Nella morte stessa troviamo la vita; la troviamo sia a livello fisico che spirituale: il corpo fisico, decomponendosi, si trasforma in sostanze più sottili, ma comunque utili ad altre forme vitali. La morte, inoltre, come il sole, è anche la porta che permette il passaggio dalla vita fisiologica a quella dello spirito.

Nell’uomo quindi, solo la trasformazione della coscienza sensoriale permette di sperimentare gli altri aspetti dell’essere. Come sede della coscienza individuale il cuore è visto come la zona principale su cui indirizzare la mente. Mentre il cervello è il centro della mente e dei sensi, il cuore è invece il centro della vita.

 

“Solo chi è equilibrato, sereno, giudizioso, saldo di nervi, ricco d’amore e di comprensione, può fare un lavoro fecondo e così giovare a se stesso” (Vivekananda).

 

Nella cultura yogica, infatti, il chakra del cuore è sede dell’equilibrio nell’organismo; esso cerca di mandare un flusso costante di energia tanto verso l’alto quanto verso il basso. Evolvendo attraverso il IV chakra (anahata), l’individuo conquista saggezza e forza interiori; la vita diventa fonte di ispirazione per gli altri perché in sua presenza provano pace e calma.

L’intera vicenda del Cristo sembra essere la rappresentazione dell’evoluzione attraverso il IV chakra. Possiamo riassumerla in termini metaforici:

 

“L’egoismo del mondo rifiutò l’Amore che invece di nascere nel cuore degli uomini scelse una grotta in terra di pastori. L’Amore crebbe e all’età di dodici anni iniziò a farsi strada tra i vecchi dottori del tempio. Trascorse ancora del tempo e nel deserto dei sentimenti si accorse che stava traboccando: prese coscienza di essere ‘Colui che dona’ e fu costretto a decidersi a distribuire la propria ricchezza. Ma come fare? Dare un ricordo dell’amore o darsi come essenza pura dell’Amore? Scelse la seconda via. Solo così, come i cerchi nell’acqua in moto vibrazionale, avrebbe raggiunto ogni punto della Terra.

All’altezza del cuore, là dove la materia e lo spirito formano una sintesi, l’Amore raggiunse la completa abnegazione di sé.

Colpirne il centro con quella lancia fu inutile: la sua luce benefica inondava ormai il mondo, senza barriere. Oltrepassando i confini della morte divenne ancor più sorgente di acqua viva.”

 

 

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