2° CONGRESSO ERIDANOSCHOOL |
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Marina di Castagneto
Carducci 23-25 ottobre 2009 |
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UN FOLLETTO ALLA
CORTE DELL’IO
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Mercurio
e le sue mille sfaccettature |
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MERCURIO, LA
LANTERNA DELLA COSCIENZA
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Relazione di Laura Pieretti |
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“Nel mezzo del cammin di
nostra vita, mi ritrovai per una selva
oscura, che la diritta via era
smarrita. Ahi quanto a dir qual era
è cosa dura esta selva selvaggia e
aspra e forte che nel pensier rinnova
la paura” (Canto I Inferno - Divina Commedia)
Molti di noi, se non
tutti, ad un certo punto della loro vita si sono ritrovati qui, nella selva
oscura, con la sensazione di non sapere dove ci si trova, né dove si sta
andando. Può succedere per una causa esterna, oppure semplicemente perché ci
si sente imprigionati senza più motivazioni, senza desideri, insoddisfatti
della nostra vita e di tutto il mondo che ci circonda. |
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E’ un momento di crisi
profonda, di malcontento per la vita che conduciamo, ma può anche essere una
grande opportunità. Ascoltare questa voce di ribellione interiore, assecondarla,
trovare un modo per esprimerla, ci permette di espandere la nostra coscienza,
ci dà la possibilità di entrare in contatto con i nostri mondi interiori e
alla fine di trovare uno nostro personale modo di vivere, di trovare la
nostra strada… di individuarci. E’ il momento in cui la
vita deve essere scandagliata, perché non siamo più e non siamo ancora e non
sappiamo da che parte andare. |
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Allora eccolo, Mercurio:
la mente, la razionalità ci arriva in soccorso e ci spinge con il suo
distacco ad andare a fondo. Ci spinge ma allo stesso tempo ci sorregge,
perché senza questo indispensabile appoggio che è la visione razionale, non
ci è possibile intraprendere il viaggio.
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E come Virgilio nella
Divina Commedia ci conduce e ci guida nei meandri della nostra psiche, nel
nostro personale inferno, illumina gli anfratti più bui, ci sostiene nel
vedere le ombre che abbiamo ricacciato nel fondo del nostro lago interiore e
alla fine ci permette di portare alla luce quei contenuti indispensabili
affinché possiamo veramente diventare quello che siamo. |
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E’ cosi che vedo Mercurio
in Scorpione, come una lanterna. E’ Mercurio nella sua sede di esaltazione
che ci permette di intraprendere il viaggio più profondo e che come guida
preziosa costituisce la nostra luce e allo stesso tempo la nostra ancora di
salvezza alla realtà. Ci permette di scendere nel nostro inconscio e risalire
portando con noi quei contenuti che hanno bisogno di essere rivisti, di
essere integrati. |
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L’inferno è la
disgregazione, la divisione dal nostro Sé, la scomposizione in tanti pezzi
che ci fa così tanto soffrire e l’integrazione è la finalità ultima di questo
viaggio, il mettere in comunicazione le varie parti di noi, riprenderci
quello che è stato sepolto per tornare ad essere uno con noi stessi. Tornare
all’unità. Tornare da dove siamo partiti. |
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L’immagine che mi viene
in mente è l’Eremita dei Tarocchi. Il vecchio che con il suo mantello scuro
procede lentamente tastando il terreno su cui cammina, facendosi luce con la
lanterna, che emana una luce fioca. |
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So che non è l’immagine
che comunemente viene associata a Mercurio, dio giovane e irriverente, dal
volto ironico e dallo sguardo furbo, ma nel mio immaginario in scorpione
Mercurio si trasforma così: i suoi occhi taglienti che vedono nel buio e
colgono ogni minimo movimento, sono la luce che illumina il percorso.
Mercurio non è il vecchio: è la lanterna. La stessa che viene utilizzata
dall’eremita per illuminare la sua strada, quella strada buia che percorre in
solitudine, lentamente, che è la strada che conduce alla nostra essenza. La
luce è fioca perché la coscienza ha bisogno di essere illuminata lentamente,
non è possibile per noi guardare i nostri contenuti inconsci immediatamente,
abbiamo bisogno di abituarci al buio lentamente. |
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Plutone infatti indossava
l’elmo invisibile quando saliva in superficie, non tanto perché doveva
proteggere sé stesso dalla luce, ma perché doveva proteggere l’essere umano
dalla sua vista immediata, vista che non avrebbe potuto sostenere da solo. |
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Mercurio non è solo il rapido
messaggero degli Dei o il Dio dei sogni che fa addormentare i mortali con il
tocco della sua verga, è anche colui
che scende nel mondo di Ade accompagnando le anime che devono trapassare,
mettendo in collegamento il mondo degli inferi con il mondo della realtà. E’
colui che ci prende per mano nelle situazioni in cui sentiamo che il mondo
emotivo ci sommerge e abbiamo paura di perdere il senno, è la mente razionale
che ci ancora alla realtà. |
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Mercurio in Scorpione non
è più interessato alla conoscenza vivace e superficiale (Gemelli) o
dettagliata e funzionale (Vergine) della realtà. Mercurio in Scorpione vuole
andare oltre la realtà, vedere ciò che si cela nell’animo umano, contattare
le motivazioni più profonde e acquisire un nuovo alfabeto per decodificare la
realtà. Tutti i suoi strumenti sensoriali sono rivolti verso l’interno ad
ascoltare, captare, vedere ciò che si trova nel nostro nucleo. E’ un nuovo
modo di conoscere che ci permette di raggiungere una maggiore profondità. |
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E qui entra in campo l’altro
significato di Mercurio: la comunicazione. |
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Ma cosa dobbiamo mettere
in comunicazione? |
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Siamo noi che dobbiamo
comunicare, è la nostra parte cosciente che deve comunicare con il nostro
inconscio, con quei contenuti che per mille e un motivo abbiamo escluso dal
nostro Io, perché forse non accettati, perché forse troppo dolorosi o
spaventosi. Ognuno di loro ha creato un pezzetto di noi che si è scollegato
dal progetto originario e come pezzi di un puzzle devono essere rimessi
ognuno al suo posto per rendere la figura visibile. |
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Ad ogni modo la mobilità
di Mercurio, la capacità di discernimento, la curiosità, l’acutezza e il
distacco, ci permette di iniziare il viaggio. Ma serve la sfumatura Scorpione
perché Mercurio si possa collegare a Plutone e come un palloncino pieno di
aria possa avere la pesantezza necessaria per scendere nel terreno degli
istinti, dei dolori, delle passioni… insomma nel nostro personale inferno,
che nulla ha di razionale. Inizia qui la sua funzione di lanterna:
illuminando, portando l’attenzione, scandagliando come un sonar il fondo
dell’oceano. |
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Alla fine, trovato ciò
che cerca si trasforma in un’idrovora potentissima e inizia ad aspirare. Lo
vedo come una di quelle attrezzature che vengono usate per pulire le piscine.
Dopo un po’ la piscina non pulita costantemente, inizia a riempirsi di foglie
che rimangono a galla, poi c’è la melma, il terriccio, la sporcizia più in
profondità, non si vede più nulla e l’acqua si fa torbida. |
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Pian piano Mercurio
aspira, porta in superficie un pezzetto alla volta quello che era sepolto
nella nostra interiore profondità e ancora grazie a Mercurio si analizza, si
separa, si comprende e poi ci si collega a Giove per dare un senso a ciò
che emerso. Il gioco è fatto. Il
pezzetto non si trova più sul fondo dell’oceano ma alla luce, al calore, alla
vita e ricomincia a far parte di noi in modo diverso. Anche se è sempre
presente lo possiamo guardare con occhi diversi e finalmente accettare. |
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Non voglio per niente
farla facile. Ci vuol un grande coraggio per intraprendere questo viaggio e
soprattutto per portarlo a termine, ma non basta. |
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Solo grazie alla
sfumatura Scorpione si aggiunge alla sfrontatezza di Mercurio quella
curiosità per lo sconosciuto, per l’ombra, che diventa quasi morbosa. La
realtà non è solo quella che si vede con Mercurio Scorpione e ogni cosa
nasconde un lato ombra. Questa è una consapevolezza profonda, che lo spinge
in maniera quasi estrema alla scoperta dello sconosciuto. Dico morbosa perché
c’è un interesse forse insano per quello che è sofferenza, paura, passione,
dolore, tutto quello che è a tinte forti e che soprattutto si cela dietro
alla facciata. L’altra faccia della medaglia. Cosa ci sarà oltre? Perché ci
comportiamo così? Perché sentiamo questo o quello? |
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Senza Mercurio l’Io vagherebbe
alla ricerca di un significato e forse si perderebbe. Ho sempre pensato che
senza la visione razionale di Mercurio saremmo persi in balia delle pulsioni,
non saremmo in grado di distaccarci da noi stessi per vedere le cose in
maniera diversa, non avremmo strumenti per imparare. La grande abilità di
Mercurio infatti è la sua capacità di distacco, di vedere l’intero scenario
senza prendere le parti di nessuno degli attori coinvolti, limitandosi a
metterli in relazione. Il distacco ci permette di vedere le cose come
separate da noi e ci dà l’opportunità di comprenderle. |
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Ma tornando alla
comunicazione, il movimento prodotto da Mercurio fuori e dentro la realtà, ci
porta ad avere la visione di due parti diverse della stessa medaglia. Il
dentro è la nostra realtà interiore dove la coscienza entra in contatto con i
nostri contenuti più intimi e con le nostre ombre. |
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Il fuori è la realtà che
conosciamo come ordinaria, in cui la coscienza deve adattarsi e trovare un
modo di vivere, socializzare e scambiare con altri. Ancora una volta la
funzione di Mercurio è mettere in comunicazione queste due parti della
coscienza, portare alla superficie i contenuti interiori e renderli
utilizzabili nella realtà esterna, permettendo un buon adattamento, uno
scambio, in sostanza la vita. |
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E cosa usa Mercurio per
attuare il suo progetto? La parola. Attraverso la parola Mercurio, dio
dell’eloquenza, immette contenuti nella realtà, nel senso che solo quando
verbalizziamo portiamo all’esterno i nostri personali significati e li
rendiamo reali. Questa è una delle funzioni attraverso cui Mercurio lavora. I
contenuti del mondo interiore vengono portati all’esterno attraverso la
verbalizzazione. |
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A questo proposito mi
viene in mente una frase di Rodari nel libro “Grammatica della fantasia”: “Un
sasso gettato nello stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla
sua superficie coinvolgendo nel moto... oggetti che se ne stavano ciascuno
per conto proprio, e che vengono come richiamati in vita, obbligati a
reagire, a entrare in rapporto fra loro”. |
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Il sasso muove le acque
in tutte le direzioni e riemergono da questo movimento oggetti dimenticati
che coinvolgono un mondo fatto di ricordi, immagini, analogie, permettendo
quindi a Giove di entrare in azione. Ciò che era sepolto torna alla luce, nel
senso che la parola ha il potere di materializzare qualsiasi cosa venga
nominata. |
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Finché non verbalizziamo
non siamo in grado di riconoscere e quindi la nostra immagine interiore non
esiste. Quando diamo un nome alle cose le creiamo. Come una bacchetta magica
Mercurio permette alla realtà di manifestarsi attraverso la parola. Ogni
volta che pronunciamo una parola mettiamo in connessione il pensiero e il
corpo. I pensieri entrano nel piano fisico ed emerge tutta la potenza della
parola, perché dietro alla parola di avverte sempre l’intenzione che questa
porta con se. Il suono crea la realtà. |
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Questo per me è il legame
tra Mercurio e Giove. Perché Mercurio è la parola, ma il mondo, l’intenzione
che c’è dietro la parola è Giove. Il pensiero che crea la realtà è Giove. Ma
lo strumento attraverso cui tutto questo avviene è Mercurio. |
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Ma Mercurio non ci mette
in contatto solo con l’ombra interiore, con i nostri contenuti oscuri, ci
permette di contattare anche una dimensione superiore, il super-conscio e il
Sé Spirituale. Perché insieme ai mille complessi che troviamo nascosti nella
nostra psiche, ci sono anche tantissime potenzialità, tanti contenuti
positivi con cui non abbiamo ugualmente contatto, bloccate dalla stessa
causa: la paura. |
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La paura è uno stato di
contrazione interiore che ci fa percepire separati, disgregati. E’ la chiave
per “l’inferno” inteso come dualità. Abbiamo paura di essere felici molto più
che di soffrire. Abbiamo paura di perdere il senno. Per paura l’uomo decide
di rimanere limitato e di allontanarsi persino dalle esperienze sublimi. |
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L’uomo considera la
sofferenza come il proprio stato naturale e per tutta la vita cerca la
felicità, ma crede che la felicità siano brevi attimi che poi gli vengono
rapiti. La felicità invece è un costante impegno. Non è certo qualcosa che
arriva quando meno te l’aspetti, può essere creata con il nostro pensiero,
con le nostre parole, con le nostre azioni, attraverso la consapevolezza di
ognuna delle nostre parti interiori e soprattutto con la nostra intenzione. |
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Per avventurarci nel
super-coscio la nostra coscienza ha bisogno di mantenere una zavorra per non
volare via come una mongolfiera. E’ vero che è necessario avere un Saturno
forte in entrambi i casi, sia per fare in viaggio in giù che in su, ma credo
che sia altrettanto necessaria la funzione di Mercurio che ci permette di
rimanere in qualche modo ancorati alla realtà, cioè che ci permette di andare
e tornare. Perché mettere in comunicazione vuol dire permetterci di andare e
tornare da tutti i nostri mondi: Inconscio, Realtà cosciente e Super-Coscio;
proprio come Mercurio mette in comunicazione Inferi, Terra e Olimpo. |
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Come Virgilio che rimane
alle porte del Paradiso, Mercurio non può varcare la soglia, per farlo è
necessario Nettuno. L’amore universale, Beatrice, che ci mette in contatto
con la nostra reale essenza, unico antidoto alla paura. |
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L’amore ci permette di
sperimentare le vette del paradiso, di espanderci, illuminarci, elevarci… in
sostanza risvegliarci. |
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Ma Mercurio è sempre lì
dietro la porta, in attesa che tu voglia tornare indietro e allora ti prende
per mano e ti “riporta con i piedi per terra”. |
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