LA FORZA DEL MORSO:

DA MARTE ALLA CAPACITA’ DI CONQUISTA


di Clara Tozzi

 

 

La bocca, simbolicamente legata al Toro e quindi a Venere, è il primo organo attraverso cui ci mettiamo in relazione all’altro. Dopo la nascita, con il taglio del cordone ombelicale (cosignificante di Marte in Ariete), ci permette di ricollegarci immediatamente al seno della madre per ricevere sia nutrimento che rassicurazione affettiva. Siamo ancora piccoli, indifesi e bisognosi di tutto; siamo dei fruitori, in primo luogo dell’indispensabile alimento che riceviamo già pronto, completo di tutte le sostanze che ci servono, di quel latte che è un cibo liquido che non richiede masticazione, perfetto per il nostro apparato digestivo nuovo di zecca. Tutte le nostre esperienze vengono filtrate da nostra madre, sia quelle alimentari (infatti non ci occorrono i denti) che quelle che riguardano il nostro rapporto con l’ambiente: lei è sempre presente (o dovrebbe esserlo) per proteggere e quindi per selezionare le situazioni adatte alla prima infanzia.

La nostra crescita successiva, con lo sviluppo verso una progressiva autonomia, passa anche per la crescita dei denti, inizialmente piccole perline bianche (i “denti da latte”, che ci mettono in grado di portare dentro cibi gradualmente più complessi) che poi vengono sostituiti dai cosiddetti denti permanenti (…che poi permanenti purtroppo non sono, come spesso sappiamo bene a nostre spese!). In ogni caso questa dentatura dovrebbe sostenerci durante tutta la vita adulta: se tutto funziona bene, con i denti definitivi possiamo portar dentro tutti gli alimenti adatti all’essere umano, possiamo triturarli e poi prepararli per essere assimilati. Simbolicamente tutto questo rispecchia la capacità di prendere le cose che accadono nella nostra vita, di “triturarle” per poi  trasformarle in esperienze valide per affrontare le situazioni successive, rafforzando continuamente la nostra struttura delle personalità, così come gli alimenti che introduciamo e che assimiliamo contribuiscono a rafforzare la nostra struttura fisica.

Non a caso gli ultimi denti a spuntare sono quelli chiamati “del giudizio”: simbolo di una capacità ormai maturata non solo di conquistarci la vita, ma anche di valutare e di fare delle scelte ‘sostenibili’ dalla nostra struttura.

La forza espressa dai denti viene agita dal morso e dalla masticazione. La capacità di aprire la bocca, di afferrare il cibo con i denti , di farlo diventare proprio chiudendo la bocca per poi ridurlo in pezzi masticando ha a che fare con la capacità di agire un’energia aggressiva che permette la sopravvivenza, con un simbolismo fortemente collegato all’idea di forza e di potenzialità  conquistatrici. Un movimento ben articolato tra mascella e mandibola, una buona chiusura del morso completo di tutti i denti sani, di conseguenza, tenderà a corrispondere ad una possibilità di inserirsi nella realtà con una certa sicurezza, con la capacità di affrontare le esperienze che la vita propone, esprimendo se stessi liberamente.

Oltre ai denti, nella bocca abbiamo anche la lingua, sede delle papille gustative, legate a Venere, che ci offrono informazioni molto precise su quello che ci piace ed è per noi di sapore gradevole. Fin da piccolissimi desideriamo quello che ci piace (per es. il latte dolce e caldo) e cerchiamo di attrarlo nella nostra vita (urlando, se necessario…).

La sensibilità dei recettori della lingua ci aiuta prima a scegliere quello che va bene per noi e poi a mescolare i cibi nella bocca impastandoli con la saliva (governata dalla Luna) rendendoli adatti ad entrare poi nello stomaco, luogo molto più intimo del nostro corpo (collegato infatti simbolicamente al lunare segno del Cancro). L’esperienza dell’assaporare è molto legata alla gratificazione affettiva, come ben sappiamo tutti. Attraverso la bocca da piccoli dovremmo riuscire a portar dentro nutrimento fisico, emotivo ed affettivo e se c’è una difficoltà in queste aree molto facilmente ci troveremo con qualche dinamica alimentare che renderà manifesto il problema.

 

Ma la bocca non è solo una porta d’ingresso, come tutte le porte è anche il punto di uscita, quindi di espressione di quello che abbiamo all’interno: attraverso la bocca infatti si manifesta la nostra comunicazione verbale.

Scrive William Schultz, in una citazione apparsa sul testo “Psicosoma” di Ken Dychtwald: “Il chakra della gola è il centro della comunicazione. Il fondo della mascella è spesso il luogo dove vengono trattenute le lacrime, arrestando prematuramente il pianto… spesso ritiene molta collera, dovuta al mordere le inibizioni in giovane età. I problemi dentari causati dall’eccessivo digrignare i denti si possono spesso far risalire all’ira repressa. La posizione della mandibola è determinata soprattutto dalla tensione del massetere (il relativo muscolo). Ciò significa che se il bambino è incapace di rispondere a tono ai genitori, tenderà a trattenere il muscolo della mascella, tirandolo all’indietro. Questo porta alla sporgenza della mandibola superiore, e talvolta alla pronuncia blesa…”.

Questo significa che se abbiamo difficoltà nel riuscire ad esprimere qualcosa di noi, se abbiamo forti emozioni che tratteniamo dentro, si può facilmente verificare qualche tipo di tensione a livello del morso. Nello stesso modo, un conflitto interno che blocca la possibilità di vivere la propria autoaffermazione con decisione potrebbe dunque riflettersi sul funzionamento del morso stesso.

 

Il lavoro di Marte e Saturno: il problema della struttura e della guida

 

A livello astrologico, lingua e saliva rappresentano quindi il polo femminile delle energie contenute nella bocca, collegate rispettivamente a Venere e alla Luna, mentre la dentatura e tutta la funzionalità masticatoria è legata all’azione combinata di Marte e Saturno. Non a caso Marte è esaltato nel saturniano segno del Capricorno, che governa tutto l’apparato scheletrico. La simbologia marziana è  più precisamente connessa alla parte muscolare e all’azione di addentare e frantumare.

Vediamo un po’ meglio come si dividono i vari compiti questi pianeti: Marte è l’energia che ci spinge ad esprimere attivamente le nostre potenzialità, quello che siamo, Giove ha il compito di dare possibilità a questa energia di espandersi, di crescere, di mostrarle la direzione da prendere mentre Saturno deve insegnare a controllarla, mostrandole i limiti da rispettare. Un aspetto tra Marte e Saturno rappresenta quindi la capacità di frenare l’eccesso di impulsività marziale (a volte fino a bloccarla), per diventare capaci di governare energie formidabili. Però è un aspetto che esige che si accetti di crescere a livello emotivo, altrimenti saranno proprio le emozioni a dirigere la nostra vita, creando un certo scompiglio! Non a caso troviamo Saturno in opposizione alla Luna-Cancro, da dove ci ricorda che per diventare adulti è necessario aver risolto la propria fragilità emotiva, la sensazione di non farcela da soli che ci fa sbandare da una parte e dall’altra ed il conseguente bisogno di aver qualcuno a cui appoggiarsi, da cui dipendere.

Il bisogno di riuscire ad esprimersi che rappresenta Marte è inizialmente legato alla sopravvivenza (è il governatore del segno dell’Ariete, insieme a Plutone) ed inevitabilmente all’esercizio di una forza molto istintiva (ho voglia di una cosa, la prendo; ho paura e quindi attacco per difendermi), ma nel tempo dovrebbe diventare più raffinata ed efficace per riuscire ad accompagnare il Sole (l’IO) a conquistare i suoi obiettivi: dovrebbe quindi passare dall’essere azione al servizio dell’istinto all’essere azione al servizio della volontà cosciente, arrivando quindi  a  padroneggiare istinto ed emozioni.

Ho avuto occasione nel tempo di osservare un certo numero di temi di persone con problematiche a livello di chiusura del morso, per lo più evidenziatesi nella prima infanzia, ma a volte insorte più tardi a causa di un incidente esterno. Ho studiato anche alcuni casi di malocclusione di terza classe (la più seria, spesso con inversione del morso) quindi particolarmente problematica sia sotto il profilo funzionale (con compromissione della capacità masticatoria) che sotto quello estetico.

Ho ritrovato nei temi natali di queste persone alcune costanti molto significative, in gran parte connesse con le considerazioni fatte fino a qui:

a)      l’asse Toro/Scorpione spesso fortemente impegnato; 

b)      situazioni in cui era mancato il necessario contenimento materno durante la prima infanzia (in particolare aspetti Luna/Marte e Luna/Urano)

c)      un lato della personalità con un accentuato bisogno di accettazione e/o riconoscimento, in difficoltà all’idea di non essere approvato, spesso collegato ad una carenza di autostima (aspetti difficili sulla II casa cosignificante del Toro; aspetti Venere/Saturno o comunque lesioni su Venere; Venere nella prima casa marziana).

Nei temi delle stesse persone, una o più di queste caratteristiche  si trovano poi a coesistere con un altro lato della personalità fortemente volitivo, se non addirittura aggressivo (per esempio ho trovato Marte in prima casa o in Ariete, un aspetto Sole-Marte) oppure comunque con un’accentuata subpersonalità/potere (un nucleo Sole/Saturno/Plutone).

Tutto questo ha trovato un senso dopo un’attenta analisi del progetto solare di queste persone, che mi ha portato a rendermi conto che conteneva molto spesso un compito di integrazione o di equilibrio tra energie maschili e femminili, con il bisogno di rafforzare l’identità. In altri casi il Sole descriveva un compito evolutivo legato all’autorealizzazione o comunque alla conquista dell’indipendenza, che si può ottenere solo dopo aver imparato a disciplinare le forze istintive. Infatti ho trovato una certa frequenza di Sole in X o in XI casa, ma anche aspetti di Marte con Saturno oppure Marte in Capricorno.

Spesso ho riscontrato un senso di sradicamento vissuto nella prima infanzia, con la sensazione di non aver ricevuto un contenimento affettivo od emotivo adeguato ai propri bisogni.; a volte è come se la persona si sentisse ‘sbagliata’ in qualche cosa (per esempio con Venere/Saturno, un aspetto legato all’idea di non essere meritevoli di amore). In particolare l’aspetto Luna/Marte, che in assoluto è quello che ho trovato più ricorrente, parla proprio di una struttura emotiva fortemente instabile.

In definitiva, è come se nelle persone che manifestano difficoltà di chiusura del morso esistesse un lato che desidera sentirsi unito agli altri e protetto, ed un lato che a questa stabilità sembra ribellarsi, con una struttura emotiva in difficoltà. C’è un elevato contenuto di rabbia e di aggressività, forti emozioni interne, una certa imprevedibilità dell’umore, un tratto competitivo e desideroso di indipendenza che però è in grande contrasto con il bisogno di essere sostenuti e di dipendere.

Il tema natale descrive quindi una sostanziale difficoltà ad esprimere correttamente la propria forza, c’è troppa fretta ed emergono facilmente problemi con l’impegno e la concentrazione, oltre che nella conquista di una reale autonomia. Ho constatato un conflitto tra l’espressione di contenuti psichici molto autoaffermativi ed un bisogno ancora forte di essere amati ed accettati, con una grande insicurezza emotiva, un forte desiderio di indipendenza, senza però sapere realmente come conquistarla e soprattutto come renderla duratura. Magari la personalità risulta molto adattata, però c’è una aggressività  interna (e spesso inconscia) che genera grandi tensioni. La rabbia a volte sembra proprio legata al trattenere le proprie grandi potenzialità di conquistare il mondo, ovviamente dal punto di vista simbolico. Ci sono le ambizioni, ma la forza per sostenerle sembra bloccata dalla paura di perdere il sostegno intorno a sé di cui si ha ancora bisogno.

 

La forza del morso

 

Marte è il bisogno di mostrare la propria forza (deve “mordere”), ma  come ci racconta bene il mito questa forza può essere molto difficile da coordinare quando non c’è l’aiuto di Venere: Ares in tempo di pace era un dio rissoso e brutale, che creava sempre un sacco di problemi. Questo significa che bisognerà ritrovare armonia (ed Armonia era proprio il nome della figlia di Venere e Marte, simbolo della possibilità che abbiamo di far collaborare le due energie), risolvendo i problemi emotivi ed affettivi, allora ci potrà essere vera crescita… ma nello stesso tempo Ares era un guerriero fortissimo in combattimento, fino ad essere invincibile, quindi  una volta che si è riusciti a conquistare una stabilità interna ed un certo equilibro emotivo/affettivo, bisognerà permettere ogni tanto a Marte di combattere le sue battaglie, perché il suo ruolo fondamentale è quello di affiancare il Sole come un valoroso paladino! Per diventare veramente efficace deve però trovare una guida (ovviamente Saturno), che gli impedisca la dispersione e lo aiuti a canalizzare l’energia, che gli insegni ad aspettare, ad impegnarsi nel tempo, a valutare… in definitiva a capire quando è necessario impegnarsi nell’azione e quando usare un’altra forza, quella della resistenza.

La chiusura del morso, quando non è ostacolata da malfunzionamenti, è in grado di sprigionare una grande potenza. Parte da un movimento molto istintivo (prendere quello che serve per sopravvivere) ma abbiamo visto che ha dei significati ulteriori, perché se prendiamo il cibo dall’esterno e lo portiamo all’interno trasformandolo in energia vitale, significa che abbiamo la potenzialità di prendere la realtà, con le sue manifestazioni, e di riuscire ad agire su di essa per trasformarla. In altre parole abbiamo la possibilità di padroneggiare la realtà.  Un buon funzionamento di Marte con Saturno parla infatti di forza interiore che riesce ad esternarsi con sicurezza, perché ha raggiunto una vera autonomia a tutti i livelli. Allora può accompagnare l’IO a conquistare davvero i propri obiettivi personali e sociali, andando verso quell’affermazione di sé che l’astrologia vede simbolicamente nella X casa governata proprio da Marte e da Saturno.

A questo punto è impossibile non notare che Marte, Luna, Venere e Saturno, che abbiamo visto così ben rappresentati all’interno della bocca, sono i governatori degli assi cardinali, rispettivamente posti su Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno. Questo va a confermarci in modo molto preciso che studiare i blocchi ed i malfunzionamenti della bocca ci può condurre lungo un percorso molto importante per riuscire a comprendere su cosa far leva per risolvere alcune difficoltà fondamentali della nostra vita. Per riuscire finalmente, come si diceva sopra, “a prendere la realtà, con le sue manifestazioni, ed agire su di essa per trasformarla”.

 

Ritrovare l’armonia: le terapie

 

Negli ultimi vent’anni l’ortodonzia e, nei casi più gravi, la chirurgia maxillo-facciale, hanno fatto passi enormi per aiutare le persone a correggere i difetti del morso. Nell’ambito della mia esperienza ho potuto notare che molto spesso la scelta di intervenire attraverso apparecchi ortodontici viene presa durante un transito significativo di Saturno; si tratta  in effetti di inserire uno strumento che procura contenimento, predisponendo una GUIDA (anche se forzata) alla crescita. Non a caso la maggior quantità di apparecchi mi risulta che vengano inseriti durante le prime due tappe del ciclo di Saturno: sui 7 anni (Saturno quadrato a Saturno radicale) e sui 14/15 anni (Saturno opposto a Saturno radicale).

Ho verificato invece, sempre nei casi a mia disposizione, che la scelta chirurgica, molto più drastica e decisamente portatrice di un forte cambiamento sia sul piano funzionale che estetico, viene adottata frequentemente durante un transito di Urano sul Sole (congiunzione, sestile, opposizione… non ha importanza), a testimonianza dell’apertura enorme dell’espressione di sé che può rappresentare questo transito. Urano è il grande risvegliatore, e offre una forte spinta a tirare fuori la propria autenticità facendo emergere le parti di sé negate. Certamente rappresenta una grande occasione per l’Io, anche se ovviamente sarà necessario un contemporaneo lavoro sulle proprie dinamiche più profonde per riuscire ad arrivare ad una ‘guarigione’ vera, intesa come ri-armonizzazione tra parti coscienti e parti inconsce.

Sono a conoscenza anche di un caso molto particolare, che riguarda una bambina con una terza classe con inversione del morso, destinata a un intervento chirurgico appena avesse raggiunto la maggiore età. I genitori hanno tentato una terapia alternativa, rivolgendosi su consiglio dei loro medici ad un’esperta di euritmia terapeutica, un’arte del movimento ideata da Rudolf Steiner che si pone come obiettivo quello di aiutare a ritrovare un rapporto armonioso tra le energie del corpo e quelle dello spirito. L’euritmia si basa sulla “conoscenza della relazione tra movimento e suono”. Sul sito www.rudolfsteiner.it ho trovato questa definizione: “I movimenti invisibili che hanno luogo nella nostra laringe ed apparati attigui, quando parliamo o cantiamo, vengono resi visibili attraverso gli arti, dando origine ad un vero linguaggio ritmico”, ed evidentemente questo linguaggio è in grado di influenzare la riarmonizzazione del sistema di organi prescelto dalla terapia, che è sempre individuale. Ho trovato spontaneo collegare queste parole con quelle di William Schultz che ho citato all’inizio, c’è infatti un’assonanza, e forse l’euritmia terapeutica è una delle possibilità per dare espressione a ciò che è inespresso e che è rimasto ‘bloccato’ in fondo alla gola. In ogni caso, alcuni mesi di impegno quotidiano negli esercizi prescritti dall’euritmista hanno riportato in asse la bocca della bambina, realizzando uno straordinario successo terapeutico. E’ come se il corpo avesse aiutato l’anima ad esprimere un disagio interiore, ripristinando un dialogo che si era interrotto!

Per noi astrologi è sicuramente interessante vedere che la ‘guarigione’ avvenne con il transito esatto di Urano sul Sole e quello di Nettuno su Saturno, come se fosse il momento giusto perché una tecnica innovativa permettesse la nascita di un nuovo equilibrio. Come dice Liz Greene, Molti terapeuti sono convinti che le svolte del lavoro terapeutico si verifichino a causa del lavoro terapeutico. Io non credo che sia davvero così. Credo che le svolte riflettano certi transiti e certe progressioni che descrivono la liberazione dell'energia del complesso, e che il lavoro terapeutico offra uno sbocco costruttivo a tale energia. Accade qualcosa di importante, e ha luogo una sorta di guarigione (…).”

 

Ci sono anche molte altre esperienze interessanti, in grado di farci riflettere, come quella del dott. Bernard Montain, esperto di malocclusione (autore del libro “Malocclusione: sorrisi pericolosi”). Egli si è accorto, non senza sorpresa, che i malati mentali miglioravano la loro condizione psichica dopo i trattamenti a cui li sottoponeva per risolvere i problemi di occlusione tra le  due arcate dentarie.

Il dott. Montain sostiene che creando un rapporto più armonioso tra le due arcate si lavora contemporaneamente anche sulla salute psichica dei pazienti. Secondo quella che è la sua esperienza professionale, quindi, la malocclusione si ripercuote sulla psiche, perché rappresenta una “fonte di stress fondamentale”, visto che si riattiva un gran numero di volte ogni giorno durante la masticazione.

In qualche modo, riportando ordine all’esterno è come se si fornisse un input per ricondurre verso una nuova organizzazione anche l’interno. Quindi potremmo ipotizzare anche che lavorare sull’equilibrio mascellare significhi lavorare su piani più sottili, che forse vanno ad influenzare la struttura portante (assi cardinali) della personalità.

 

In conclusione, dal mio lavoro ho tratto nuove conferme a quello che ci suggerisce la medicina psicosomatica: alle disfunzioni della dentatura e del morso sono collegate difficoltà nella nostra modalità di affermazione e quindi di conquista di uno spazio individuale nel mondo, rappresentano delle somatizzazioni di una rabbia chiusa all’interno, con la compressione di energie che la coscienza non riesce a contattare, perché potrebbero minacciare quello che viene considerato un “buon inserimento” nella vita relazionale e sociale.

D’altra parte nella nostra società assistiamo ad una grandissima diffusione anche della carie e delle malattie parodontali, facilmente collegabili alla difficoltà ad esprimere l’aggressività in un ambiente che ci vuole “civili” e soprattutto “conformi”. E’ una società che non facilita l’espressione dell’individualità, però noi possiamo (e dobbiamo, se vogliamo dare un significato alla nostra vita e raggiungere benessere) fare un lavoro personale. Spesso portare la luce della consapevolezza sui conflitti interni è già un buon passo verso una migliore integrazione delle diverse parti di noi (“integrazione” è una parola legata alla VI casa, tradizionalmente legata alla malattia) fino a quella guarigione che l’astrologia ci mostra in casa XII/Nettuno, come ritrovata UNITA’ tra corpo, mente e spirito.

 

Settembre 2009

 

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